Lingua e cinema

Posted on in Politica e lingue 19 vedi

LA CINEMATOGRAFIA NON ANGLÒFONA È IN SOFFERENZA

dal mensile Esperanto Revùo, n.1164-novembre 2003

IL 2002 È STATO TRIONFALE PER I FILM DI LINGUA INGLESE. LA GIOVENTÙ EUROPEA SI CITA A RIPETIZIONE E SPENSIERATAMENTE TITOLI DI FILM COME “HARRY POTTER”, “MONSTERS”, “LORD OF THE RING”,”STARS WARS”, “DIE ANOTHER DAY”. TRA I 20 FILM PIÙ VISTI IN UE NEL 2002, SOLO UNO (!) , DI PRODUZIONE FRANCO-TEDESCA, CIOÈ “ASTERIX E OBELIX”, NON È STATO PRODOTTO DA STATI UNITI, GRAN BRETAGNA, AUSTRALIA O NUOVA ZELANDA.

Secondo le ultime statistiche, oltre il 70% degli biglietti cinematografici venduti nel 2002 sono stati per film prodotti in nazioni di lingua inglese. La sig.ra Viviane Reding, Commissaria Europea per la Cultura e l’Audiovisione, intende modificare questa tendenza e, nell’ottobre 2003, ha inaugurato “Cinedays 2003” (Giornate del Cinema 2003). Inaugurando la Manifestazione, durata due settimane, la Reding ha rivolto un appassionato appello a incrementare la produzione europea. “Dobbiamo incoraggiare i giovani all’idea che il cinema europeo è attraente. Ma la loro sensibilità è resa “apatica” dalle colossali campagne mercatali e reclamistiche che sospìngono i colossali film statunitensi ! ” ha detto la Reding “e nessuno fa loro capire l’importanza di frequentare i “nostri” film!” . Nomi prestigiosi , come Penelope Cruz, Aki Kaurismaki e Ken Loach ed anche sei rinomati registi belgi sono intervenuti per “scuotere” i giovani verso la cinematografia europea. Tra l’altro gioca anche una ragione “linguistica”: più di 90 europei su 100 imparano l’Inglese, per cui i giovani si interessano sempre meno di film in qualsiasi altra lingua, anzi addirittura trascurano quelli nella … propria !

Anche per quanto riguarda film di alto livello artistico, abituale rivalsa per nostri registi intellettuali e critici giornalistici, il cinema europeo si trova ad annoverare sconfitte. Di “nostri” film, neppure uno è riuscito a conquistare qualche premio dei sette più importanti al Festival di Cannes.

La “Palma d’Oro” è andata a un regista americano.

Marion Hänsel, produttrice belga, ha deplorato le carenze “distributive della cinematografia UE. “Lavorare seriamente per anni e poi vedere il tuo film nelle sale per due settimane non è per niente incoraggiante. Va promossa non solo la produzione , ma anche la distribuzione!”. Hänsel ha inoltre chiesto di fissare una opportuna “quota-ripartita” , a garanzia che i film europei arrivino nelle sale di proiezione

“I nostri film – ha sottolineato – quanto a qualità, sicuramente non

temono la concorrenza americana!”.

La manifestazione, sostenuta da scuole, televisioni, musei e raccolte cinematografiche, ha permesso a migliaia di giovani di vedere molti classici , vecchi e nuovi, del cinema belga ed europeo.

Flory Witdoecht, vice presidente dell’ Eeu ( Unione Esperanto (per l’) Europa) rileva in tutto ciò una sottile implicazione “linguistica”: “La situazione della cinematografia europea mostra a quali assurdi possa spingere il rifiuto ideologico, basato solo su pregiudizi e carenze cognitive, di prendere in considerazione una lingua “viva”

( e “neutrale”), come l’Esperanto, ricca di una propria originale cultura. La scelta che del resto si impone è drastica: o dare un ruolo a livello “europeo ad una lingua “paritaria” (e tra l’altro “europea”!) come l’Esperanto oppure subire passivamente la “anglicizzazione” dell’Unione, non più però soltanto al cinema, ma anche in campo scientifico e politico. (Traduzione di Carlo Geloso).

[addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.