Lingua assassina – da Wikipedia, l’enciclopedia libera

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LINGUA ASSASSINA


da Wikipedia, l'enciclopedia libera

traduzione dall'inglese di Amira D'Apote


La lingua assassina è una lingua dominante imparata in maniera “sottrattiva” (cioè a spese della madrelingua), invece che in maniera “additiva” (cioè in aggiunta alla madrelingua). La caratteristica di “lingua assassina” non è un dato intrinseco di una lingua o di un'altra. La maggior parte delle lingue più parlate può essere identificata come “assassina”. Il processo di assassinio di una lingua ad opera di un'altra è a volte chiamato glottofagia, cannibalismo linguistico, o cannibalismo della lingua.


Le lingue assassine del mondo


Oggi, l'Inglese è la più importante tra le lingue assassine, ma molte altre (come il Russo, il Cinese, lo Spagnolo, Arabo, Francese, Hindi, Svedese e Hausa) agiscono come lingue assassine in relazione a lingue e culture più piccole o meno potenti. C'è una ben definita gerarchia di lingue e glottofagia. Per esempio, in Finlandia il Finlandese si comporta da lingua assassina sia nei confronti delle lingue minoritarie che immigrano in Finlandia, sia nei confronti delle piccole comunità linguistiche Finno-Ugric (come i Sami).


Le lingue parlate possono agire come lingue assassine nei confronti dei linguaggi dei segni, sia tramite l'oralismo (la pratica di insegnare agli studenti sordi tramite il linguaggio, escludendo i linguaggi dei segni), o attraverso l'uso dei linguaggi manuali dei segni. Il linguaggio dei segni americano (ASL, American Sign Language) minaccia i linguaggi dei segni locali (ad esempio il Linguaggio dei Segni Thai).


Modalità dei cambiamenti di lingua


Quando una comunità passa da una lingua ad un'altra, e la sua lingua madre cade in disuso, la nuova lingua ha agito da lingua assassina. Due paradigmi teoretici spiegano questo cambiamento:

  1. quando una lingua muore, questa sparisce naturalmente. La lingua è come se commettesse un “suicidio”; coloro che la parlavano hanno deciso di abbandonarla volontariamente, per ragioni strumentali o per il loro bene.

  2. quando una lingua viene assassinata, avviene che i partigiani della lingua assassina scoraggiano attivamente l'uso di altre lingue. Le lingue minoritarie possono essere eliminate dai media e dai sistemi educativi. Possono essere bruciate intere biblioteche.


Implicazioni sociali della morte di una lingua


Anche quando un cambiamento di lingua avviene tramite quello che sembrerebbe consenso dei parlanti, devono essere analizzati anche i fattori ideologici che operano dietro tale consenso. Nella maggioranza dei casi, i genitori indigeni o facenti parte di comunità minoritarie che smettono di parlare la loro lingua madre ai figli, o li iscrivono in scuole in cui viene parlata la lingua dominante, non hanno avuto altra scelta. Potrebbe non esistere affatto una scuola che insegna prevalentemente tramite la lingua minoritaria, o i genitori potrebbero non saperne abbastanza su quale tipo di educazione potrebbe favorire il bilinguismo nei loro ragazzi. Potrebbero non avere un'idea precisa delle conseguenze di lungo termine delle loro scelte. Molti potrebbero essere stati convinti che la scelta è tra due estremi: o parlare con i figli la lingua minoritaria, iscriverli in una scuola che basi il suo insegnamento sulla lingua minoritaria, di modo che i bambini possano imparare la loro lingua e tradizioni, ma non imparano la lingua dominante, e questo riduce le loro possibilità di trovare un buon lavoro. Oppure parlare la lingua dominante, i figli imparano la lingua dominante anche a scuola, e in futuro potranno trovare più facilmente un buon lavoro. Sfortunatamente, questo implica sacrificare la propria lingua e cultura, se si vuole dare ai figli il migliore vantaggio sociale ed economico.



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