Solo il 6% degli europei comprende un testo in inglese parlato correntemente.

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Claude Piron, psicologo, traduttore, esperto linguista e personaggio di spicco del movimento esperantista, spiega come l’inglese non rappresenti una reale soluzione per il raggiungimento di una lingua internazionale: «Non smettono di martellarci le orecchie  – spiega Piron – con l’idea che l’inglese è una lingua facile e che la lingua mondiale è l’inglese. Ebbene non è vero!». 

Tratto dal ciclo di seminari online “La sfida delle lingue”.

Claude Piron, anche conosciuto come Johan Valano e Johan Balano (Namur, 26 febbraio 1931 — Gland, 22 gennaio 2008), è stato un esperantista, linguista e psicologo svizzero.
Dal 1956 al 1961 fu traduttore per le Nazioni Unite (dal cinese, dall’inglese, dal russo, e dallo spagnolo al francese). Fu membro della Accademia di Esperanto, membro onorario della UEA e membro della Associazione scrittori in lingua Esperanto.
Dopo il suo impiego presso le Nazioni Unite (ONU), lavorò per l’OMS in tutto il mondo, e scrisse molte opere in esperanto. Usò inoltre l’Esperanto, appreso già nell’infanzia, in molti paesi, compresi Giappone, Cina, Uzbekistan, Kazakistan, alcuni luoghi in Africa e America Latina, e quasi tutte le nazioni europee. Insegnò l’esperanto presso l’Università Statale di San Francisco.
Fu psicoterapeuta e insegnò nella facoltà di psicologia dell’Università di Ginevra, in Svizzera, dal 1973 al 1994. Il suo libro in francese Le Défi des langues – Du Gâchis au bon sens (La Sfida delle lingue – Dal caos al buon senso) (Parigi: L’Harmattan, 1994) è una specie di psicoanalisi della comunicazione internazionale. L’edizione portoghese, O desafio das linguas, apparve nel 2002 (Campinas, SP, Brasile: Pontes).
Le sue opere comprendono manuali, semplici raccontini, romanzi, novelle, poesie, saggi e articoli. Le sue opere più famose sono Gerda malaperis! (“Gerda è scomparsa”) e La bona lingvo (“La buona lingua”). Scrisse anche alcuni romanzi (“Ĉu”, “Ili kaptis Elzan”, “Malriĉaj Homoj”, “Tien”) sotto lo pseudonimo Johan Valano e anche, in un romanzo erotico, Johan Balano. Lo pseudonimo allude all’origine belga di Piron: vallone della valle della Mosa. Sotto questo nome apparve come autore della raccolta di poesie “Malmalice” (Senza malizia) (1978).
Piron tradusse canzoni da diverse lingue e talvolta le eseguì lui stesso in pubblico, accompagnandosi con la chitarra. Nel 1982 LF-koop, pubblicò la sua cassetta musicale “Frandu Piron” (Gustatevi Piron), realizzata con l’aiuto di Gianfranco Molle e altri a Roma.