L’INGLESE, I RADICALI E I TRATTATI EUROPEI

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L’INGLESE, I RADICALI E I TRATTATI EUROPEI
Contro la perfida Albione.
La Voce Repubblicana, 28/1/2012
Articolo non firmato

I radicali sono un partito moderno, vogliono gli Stati Uniti d`Europa, ma hanno una loro tesi su quale debba essere la lingua con la quale gli europei dovrebbero parlare. Infatti, nell`area radicale esiste un`associazione, forse quella più antica (è nata nel 1987), che si chiama Associazione Radicale Esperanto. Questa associazione si è curata di tradurre in Italiano la bozza del "Trattato di stabilità, coordinamento ed ammini strazione nell`Unione monetaria ed economica" di cui i giornali parlano da qualche giorno. L`Era denuncia che si parla di questo trattato senza permettere agli italiani di saperne alcunché di preciso, "giudicando e leggendo nella loro lingua". A spiegarlo è stato Giorgio Pagano, Segretario dell`Era.
"E` assurdo che le bozze di un Trattato così importante per le sorti dell`Italia e che tutti dovrebbero seguire nelle sue proposte ed evoluzioni, leggere e comprendere per, magari, far sentire la propria voce e dare un contributo, venga diffuso solo in lingua inglese. Da anni denunciamo il collaborazionismo nostrano alla colonizzazione linguistica inglese.
L`attacco all`euro nasce dall`erosione che la nostra moneta stava procurando all`internazionalità del dollaro. Non ci vuole molto a comprendere che attraverso l`inglese si sta imponendo il dominio linguistico angloamericano al mondo così come si è fatto col dollaro. Come Radicali a quest`asservimento ci ribelliamo e, visto che nessun organo di stampa l`ha fatto, diveniamo noi motori di libertà, democrazia e giustizia linguistica pubblicando integralmente su http://www.centopercentoitaliano.it le bozze di quel Trattato che gl`italiani finora non hanno mai potuto leggere", ha concluso Pagano.
La prima domanda da porsi in merito a questa iniziativa è perché un`associazione che si richiama ai valori culturali dell`esperanto non abbia tradotto questo trattato in esperanto o perché non abbia comunicato di averlo fatto anche in`questa lingua.
Inoltre, bisogna chiedersi che senso ha tradurre la bozza di un trattato che dovrà essere sottoposta a delle modifiche "radicali", è il caso di dirlo, la prossima settimana quando si svolgerà un vertice per discuterne meglio. L`inglese, certo, è la lingua dominante in Europa (e nel mondo), ma proprio da Londra arriva il "no" più secco alla nuova bozza dì trattato economico e monetario. Se si conta che l`esperanto non è la lingua più parlata nel mondo e che questa viene utilizzata da circa 2 milioni di persone in tutto il pianeta, forse sarebbe il caso di ripiegare su una lingua che è molto parlata in Etiropa come il francese, che viene correntemente utilizzata nelle istituzioni europee e che è la lingua di un paese fondatore della Comunità economica europea? Domanda imbarazzante.
Resta il fatto che l`inglese è una lingua franca, per così dire, ormai internazionalizzatasi. Il francese, molto probabilmente, appartiene ad un`era di grandeur passata, quando la diplomazia transalpina contava molto di più. Nessun dubbio in merito.
Fare propaganda contro l`inglese per demonizzare il mondo anglosassone – e dollaro, e magari anche la sterlina – come ha fatto l`Era, non ha senso. O, perlomeno, ha poco senso pratico. Certi estremismi mussoliniani è meglio lasciarli alla retorica contro la demoplutocrazia di Churchill e della perfida Albione. L`Italia di oggi non può avere paura di queste cose. E, soprattutto, sarebbe ora che anche gli italiani divenissero bilingui sin dalla tenera età: come danesi, olandesi, svedesi, tedeschi e molti altre nazioni ancora. Wake up!




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