L`inglese, gli affari e l`Italia . "Iniziamo dai cartoni animati in TV"

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Aspen La proposta al tavolo dell`associazione a Cernobbio

L`inglese, gli affari e l`Italia . “Iniziamo dai cartoni animati in TV”
CERNOBBIO (Como) Il rischio è che si trasformi nel complesso di inferiorità di un Paese che, come è emerso ancora una volta durante l`incontro dell`Aspen di ieri, dovrebbe essere ai vertici delle classifiche sulla «cultura». È l`inglese. Tutti lo citano. Pochi lo sanno. Di certo tra questi pochi ci sono i tanti italiani che lavorano anche all`estero e che sono stati invitati alla tavola rotonda di ieri: Lorenzo Bini Smaghi (Bce), Francesco Caio (Nomura), Mario Greco (Zurich), Diego Piacentini (Amazon), Claudio Sposito (Clessidra), Enrico Marchi (Save). Anche se si inizia parlando di meritocrazia e fuga di cervelli è significativo che il discorso sbarchi lì. Come se fosse quella la vaiabile dirimente. «In Olanda racconta Andrea Ragnetti, manager di Philips – i film sono sottotitolati». Si inizia anche da lì. Non solo scuola ma anche tv. Il ministro Giulio Tremonti, presidente di Aspen Italia, raccoglie subito la provocazione: «Quella dell`inglese credo che sia una delle questioni più importanti. Già in un libro del `94, Il fantasma della povertà, citavo la tv come veicolo… Se il palinsesto della Rai dipendesse da me metterei i cartoni animati in inglese e anche i sottotitoli ai film». Il problema semmai sarebbe che i genitori non riuscirebbero a seguire i programmi dei figli. «Anche i genitori dovrebbero impararlo, mi ci metto anche io», risponde il ministro.
La ricetta «palinsesto Rai» chiama in causa il presidente della rete di Stato, Paolo Garimberti, che ripete che il problema è se una parte della politica
spinge a non pagare il canone. Ma, palinsesto a parte, resta il tema centrale dell`inglese che per Emma Bonino è anche questione politica: «Lo hanno imparato tutti. Riusciremo anche noi. Mica abbiamo una maledizione! La verità è che non è una priorità».

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