L’inglese di Enrico Letta

Posted on in Politica e lingue 32 vedi

L’inglese di Letta è da errore blu. Si mobilitano le grandi firme tuittarole

di NOVE COLONNE

The tomorrow or not the tomorrow? Enrico Letta scrive i tweet in inglese e fa errori da matita blu. "The italian government today approuved a 1.500 mln national plan against youth unemployment before the tomorrow Eu Council meeting". Urgono precettori. Dopo questo tweet è sembrato chiaro come il presidente del Consiglio Enrico Letta avesse bisogno di un po’ di ripasso d’inglese. Grandi firme in gara per insegnare la lingua di Shakespeare al premier.
The tomorrow or not the tomorrow? Errori da matita blu. Allarmatissima dall’inglese lacunoso, la segreteria della presidenza del Consiglio, ha subito pubblicato sul sito di annunci Craiglist un messaggio scritto dallo stesso Enrico Letta, giusto per dare la dimensione non piccola del caso: "Warning for my english. Call for preceptors. Looking for teachers. Help me! Read, signed and approuved, Letta (the nephew)".
The tomorrow or not the tomorrow? Le grandi firme si offrono in soccorso. L’Italia, infatti, pullula di importanti giornalisti disposti a dare ripetizioni al presidente del Consiglio. E difatti tutti gli Italians si sono messi a sgomitare per essere i primi e i migliori. Comincia da par suo Beppe Severgnini, conosciuto dai tanti amici anglosassoni come Bepy. "Hi En’, Im here". Così ha detto presentandosi a Palazzo Chigi. "You have to slam your fist on the table!". you spik slowly, I can anderstend. Plis".
The tomorrow or not the tomorrow? Enrico Letta scrive i tweet in inglese e fa errori da matita blu. Velocissimo e preoccupato arriva da Detroit anche Johnny & Riotto, detto Gianni. "Hi En, how are you?". "Scusa Gianni, anzi, Johnny, ieri non ho potuto studiare, ero a Bruxelles". "Omg! That’s crazy but true. The Italian Premien Unbelievable! En, how do you want to find money if you don’t know the right language? And you studied in Detroit!".
The tomorrow or not the tomorrow? Enrico Letta scrive i tweet in inglese e fa errori da matita blu."Oh, that’s why we are getting in trouble. En doesn’t know english. Poor thing", infierisce Aldo Cazzullo, il principe del Corriere della Sera, anche lui piombato nella capitale per fare il teacher. "Well, Enrnhigitno dal genitivo sassone", esordisce duro e lucido come la capoccia.
The tomorrow or not the tomorrow? Errori da matita blu. Sì, ma non gli manca solo forma e lingua, sono proprio i contenuti che scarseggiano, insiste Paolo Mieli, che si offre per una lectio magistralis che non lasci nulla al caso, "Dall`Iva all’Ivanhoe". In verità sono volati gli stracci perché a un certo punto, a Palazzo Chigi, ha fatto irruzione Lucia Annunziata detta Lucy: "Enrico l’inglese lo fa con me che così impara anche la strategia, l’exit-strategy per la precisione, non sia mai che il Pdl faccia venire meno il sostegno all’esecutivo".
The tomorrow or not the tomorrow? Errori da matita blu. "Marina è bravissima, non so più cosa insegnarle. Vado da Letta (the nephew)", così Paolo Del Debbio, lasciando Segrate dopo aver fatto lezioni al presidente Berlusconi, si sposta di corsa a Roma, in piazza Colonna. Ma anche Corrado Augias, ormai disoccupato causa sopravvenuta Concita De Gregorio a Rai3, si offre per la classe di insegnamento d’inglese. "Farovvi da simpatico pedagogo, o mio simpatico premier", ha commentato con una botta di legge Tobler-Mussafia tanto per non cedere alla trivializzazione di lingua e costumi della nazione.
The tomorrow or not the tomorrow? Enrico Letta scrive i tweet in inglese e fa errori da matita blu. E se il M5s ha richiesto il collegamento in streaming per scongiurare l’influenza del Club Bilderberg, sempre Rai3 – con senso di responsabilità democratica – s’è fatta carico della diretta con la conduzione del dettato, ops, dietation, fatto da Antonio Polito, ops, Sir Antonio Polito.
The tomorrow or not the tomorrow? Enrico Letta scrive i tweet in inglese e fa errori da matita blu. Però, dicono al governo, servirebbe un giovane per insegnare a un giovane. L’età mèdia degli insegnanti è troppo alta. Questi se proprio non si sono fermati a "Beowulf”, saranno al massimo a Chaucer. Geniale l’idea del ministro ai Beni culturali, Massimo Bray, lanciata dal suo blog sull’Huffington Post. Mettiamo accanto a Enrico Roberto Saviano."
The tomorrow or not the tomorrow? Lo scrittore ha casa a Brooklyn e ormai è sempre buttato a Zuccotti Park per Occupy Wall Street. E` diventato un vero maestro di human microphone. Dice una parola e tutti se la trasmettono. First unit: "Enriché, ma a te… te piace `o presepe?". "No, nun me piace, voglio ‘a zuppa’e letta", giusto per fare un esempio, ma il capolavoro è nell’introduzione della prima lezione. Altro che on the table! Saviano arriva da Letta e dice: "L’adress! Cca’ serve l’adress". Insomma, "Enriché, noìo, volevam savuar: per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare? E’ una semplice informazione".
(Da Il Foglio, 29/6/2013).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.