L’imbarazzo di Obama «Presto spiegheremo tutto»

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L’imbarazzo di Obama «Presto spiegheremo tutto»

Usa Il presidente e il segretario di Stato Kerry minimizzano
«Tutti i Paesi del mondo cercano informazioni sugli altri»

di Gianni Di Capua

Gli Stati Uniti stanno valutando le notizie diffuse dal Der Spiegel, secondo cui i servizi segreti americani hanno spiato le sedi diplomatiche dell’Ue e di alcuni Paesi europei in Usa, e forniranno tutte le informazioni che i Paesi europei richiederanno. Questa la rassicurazione fornita dal presidente americano Barack Obama, da ieri in visita in Tanzania. «Tutti i Paesi del mondo che abbiano servizi di intelligence tentano di capire ciò che le altre nazioni pensano – ha aggiunto – perché proprio a questo servono i servizi di intelligence».
Obama ha poi precisato che sull’estradizione di Edward Snowden gli Stati Uniti hanno tenuto colloqui di «alto livello» con la Russia. Sulla questione non si è fatta attendere la replica del presidente della Federazione russa Vladimir Putin: «Se Edward Snowden vuole rimanere in Russia smetta di diffondere segreti degli Usa». Snowden, ha detto Putin in conferenza stampa a Mosca, si considera un «nuovo dissidente» e si è paragonato al premio Nobel per la Pace Andrei Sakharov. «Se vuole andare da qualche parte e c’è qualcuno che lo accoglie, è il benvenuto a farlo. Se vuole stare qui, c’è
una condizione: deve fermare le sue attività volte a infliggere danni ai nostri partner americani, non importa quanto strano possa suonare alle mie labbra», ha proseguito il capo del Cremlino. «Proprio perché si considera un difensore dei diritti umani – ha aggiunto Putin, che ieri ospitava un vertice dei Paesi esportatori di gas, coni leader di Venezuela, Bolivia e Iran – Snowden non sembra avere intenzione di fermare questo tipo di lavoro».
Domenica scorsa Edward Snowden ha presentato richiesta di asilo politico alla Russia. A riferirlo è l’agenzia stampa Interfax, citando un funzionario consolare russo. Kim Shevchenko, incaricato del consolato all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca dove Snowden è rifugiato nell’area transiti dal 23 giugno, ha spiegato che a presentare la domanda domenica è stata la sua rappresentante Sarah Harrison. Gli Usa hanno annullato il passaporto dell’ex contractor della Nsa che ha portato alla luce i programmi di sorveglianza del governo americano, mentre l’Ecuador dove sperava di trovare asilo è reticente a concederglielo. Secondo il LosAngeles Times che cita una fonte ufficiale del ministero degli Esteri – Snowden ha chiesto asilo politico a 15 Paesi. La fonte ha definito la richiesta «una misura disperata» da parte di Snowden, ricercato negli Usa per aver rivelato alla stampa l’esistenza dei programmi mi di sorveglianza dell’Agenzia nazionale per la sicurezza. «Nel documento – ha detto la fonte – Snowden ha ribadito ancora una volta di non essere un traditore e spiegato che le sue azioni sono state dettate solo dalla volontà di aprire al mondo gli occhi sulle flagranti violazioni da parte dei servizi segreti Usa». La fonte non ha rivelato quali siano i 15 Paesi.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario di Stato americano John Kerry. «Cercare informazioni su altri Paesi non è insolito e molti Stati intraprendono diversi tipi di attività per proteggere i loro interessi nazionali», è stata la risposta di Kerry all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, che a margine della conferenza dell’Asean in Brunei ha sollevato la questione delle notizie di leader europei spiati dagli Stati Uniti. Kerry ha detto di non conoscere nel dettaglio tutte le accuse rivolte a Washington. Molti funzionari europei, compresi rappresentanti di Germania, Italia, Francia, Lussemburgo e della stessa Ue hanno affermato che, se le nuove rivelazioni risultassero
fondate, potrebbero esserci ripercussioni sui negoziati con gli Usa per un accordo di libero scambio.
Secondo Kerry, la Cina avrebbe potuto «fare la differenza» nel caso di Edward Snowden consegnandolo agli Stati Uniti, dove è ricercato per aver rivelato i programmi di sorveglianza della Nsa. Le relazioni tra Washington e Pechino, ha aggiunto Kerry, sono tuttavia più ampie di un singolo incidente e i due Paesi collaborano su diverse questioni, tra cui la Corea del Nord.
(Da Il Tempo, 2/7/2013).




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