Liceo di 4 anni: ti affacci alla porta e rischi di non sentire neanche una parola di italiano.

Posted on 30 dicembre 2017 in Politica e lingue 23 vedi

Liceo di 4 anni: pionieri in Toscana, su sei scuole scelte due sono aretine.

Tra i cento istituti in Italia ci sono il Colonna e il Pier della Francesca; una classe di economico e una di scientifico.  Alcuni corsi interamente in inglese, 36 ore la settimana.

Per quattro anni anni non staccheranno gli occhi dai libri: ma il quinto faranno festa. O meglio, secondo la logica dichiarata dell’esperimento, si iscriveranno all’università un anno prima. Guadagnando un giro su tutti, meno che su buona parte degli studenti europei. E’ il liceo quadriennale: e non solo liceo, perchè qua e là per l’Italia sono stati scelti anche tecnici e professionali.

Da noi no: ma in compenso siamo quasi pionieri. Su sei semafori verdi accesi dal ministero in Toscana, due riguardano Arezzo: che poi è il 10% di tutte le sperimentazioni nell’Italia centrale. Baciati dal governo sono il Liceo Colonna e il Piero della Francesca. O meglio il convitto nazionale, al quale il gigante delle arti, della danza e di mille altre discipline è stato annesso. Nel caso del Colonna sarà un liceo economico quadriennale. Segni particolari? Latino nel biennio, due lingue straniere e scienze umane nei quattro anni, potenziamento di matematica, diritto ed economia.

E un progetto che alimenta tecnologie digitali, più professori in compresenza, e una disciplina diversa dalle lingue e non insegnata in italiano. Il tutto per 36 ore settimanali e con la proposta rivolta a chi ha voglia di approfondire la dimensione internazionale delle discipline. E al Convitto o se preferite al Piero della Francesca? Sarà uno scientifico, indirizzo scienze applicate. Uno dei tre scientifici della Toscana scelti.

Allargando l’offerta formativa sul fronte delle lingue (già ora la scuola propone cinese, russo e portoghese brasiliano). Mantiene matematica e fisica, potenzia l’arte e introduce diritto ed economica fin dal primo anno, più una seconda lingua. Matematica e fisica saranno insegnate direttamente in inglese dal primo anno, altre lo saranno nel secondo biennio, comprese diritto ed economia.

Ti affacci alla porta e rischi di non sentire neanche una parola di italiano. Più progetti di potenziamento facoltativi di almeno 30 ore all’anno: sport, cinema e informatica. Insomma, una classe (perché per ogni scuola sarà al momento una sola la classe coinvolta) che in pratica abbracci in un colpo solo un po’ tutte le anime dell’istituto. Con verifiche fondate non sui trimestri o sui quadrimestri ma sui bimestri: tutto più veloce e ravvicinato.

Ma non rischia di essere una scorciatoia alla riduzione di tutte le scuole e quindi ad un taglio rovinoso di posti di lavoro? «No – risponde dal Pier della Francesca il preside Luciano Tagliaferri – perché i quattro anni vedono un potenziamento dell’orario. Se alla fine tiri i conti sono le stesse 144 ore spalmate nell’arco dei cinque anni». E con la scuola a puntare anche sulla sua anima di convitto. «Le sperimentazioni toscane sono cosi poche che studenti potrebbero affluire anche da fuori: e qui troverebbero facilità di accoglienza». Intanto le due soluzioni dovranno passare dal fuoco di fila delle iscrizioni.

Perché il via è già a settembre 2018. Se dovessero essere troppe, starà al capo di istituto scegliere i criteri di selezione: più di una classe non può essere. Per ora: perché se l’esperimento dovesse funzionare prima o poi da eccezione diventerebbe la regola. Prima controprova? Tra quattro anni, quando saranno sfornati i primi giovanissimi maturi. E scopriremo se saranno anche felici.

Alberto Pierini | lanazione.it | 30. 12. 2017




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