Libri in carcere a Bologna

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Libri in carcere a Bologna
E’ stato avviato in questi giorni il progetto “Galeotto fu il libro”, promosso dall’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con alcuni gruppi di lettura tra detenuti, attraverso i quali vengono stimolate osservazioni e puntualizzazioni sui vari aspetti che possono scaturire dalla lettura di un libro.
Nell’ambito del progetto alcune Librerie (Feltrinelli, Rizzoli, Iperborea, Terra di Mezzo, Instarlibri) hanno deciso di donare libri che, oltre ad arricchire le biblioteche del carcere, possono prestarsi in modo particolare ad interessanti spunti di riflessione.
L’Ufficio del Garante, nei mesi passati, si è fatto promotore di campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sulla necessità di integrare la disponibilità di libri e riviste presenti nelle 9 biblioteche della Casa circondariale della Dozza, alla quale accedono i molti detenuti presenti.
In questo contesto, e con soddisfazione, vanno ringraziati tutti coloro che hanno mostrato sensibilità e vicinanza alle necessità delle persone ristrette.
Occorre inoltre tenere presente l’alta presenza di persone detenute di nazionalità straniera, la maggioranza delle quali di origine araba, che hanno spesso difficoltà a utilizzare libri in lingua italiana.
Nei mesi passati l’Ufficio del Garante ha diffuso un appello alla cittadinanza per il reperimento di libri in lingua araba da donare alla Casa circondariale della Dozza e al Centro di permanenza temporanea.
Anche in questa occasione la risposta è stata positiva, ed infatti sono stati i donati al carcere un centinaio fra libri e riviste in lingua araba e una trentina di libri al Centro di permanenza temporanea. Le donazioni sono pervenute dal professore Fabrizio Bonoli, dell’Università di Bologna, dal Ministro di culto del gruppo volontari testimoni di Geova, sig. Scalise, e gli avvocati Gabriele Manca, Luisella Manca e Stefano Mannironi di Nuoro, ai quali va un profondo ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità dimostrata, anche a nome dei detenuti. L’ufficio del Garante desidera inoltre ringraziare la Books International, alla quale va il merito di essersi inserita in questa gara di solidarietà offrendo la sua disponibilità a donare al carcere circa 400 libri in lingua inglese e francese per i detenuti stranieri.
L’ufficio del Garante ha già collaborato per la stesura di una convenzione tra la Sala Borsa e la Casa circondariale della Dozza, attraverso la quale è stata avviata una procedura di prestito per permettere a qualsiasi detenuto del carcere bolognese di richiedere, in occasione di permessi premio, recandosi presso la Sala Borsa, il prestito di volumi presenti nel catalogo della Biblioteca comunale. Questa è stata sicuramente una conquista per il diritto all’informazione del detenuto e di incremento dei suoi potenziali strumenti di crescita personale.
Il diritto all’informazione nel mondo carcerario è puntualmente curato e approfondito da un quotidiano on line “Ristretti Orizzonti” realizzato dall'Associazione di Volontariato “Granello di Senape Padova” in collaborazione con la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia e grazie al finanziamento della Regione Veneto, del C.S.V. di Padova e del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato del Veneto.
Questo quotidiano si contraddistingue per la professionalità e per l’alto grado di approfondimenti che ospita nel suo sito, dal quale viene pubblicato un periodico bimensile denominato “Ristretti”.
In ragione della alta qualità di informazioni che questo periodico può offrire alla popolazione detenuta e nello stesso tempo per offrire supporto a questo tipo di informazione nata dall’intenzione di volontari e detenuti di ampliare il più possibile la conoscenza dei vari aspetti del mondo carcerario, l’Ufficio del Garante si è impegnato nell’acquisto di 9 abbonamenti che verranno destinati alle biblioteche della Casa Circondariale della Dozza.
Il frutto degli sforzi e della solidarietà dimostrata hanno così portato ad un sicuro arricchimento degli strumenti che ogni detenuto potrà scegliere di utilizzare nel suo percorso di crescita personale.
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