L’Fmi chiede altri due anni per il risanamento greco

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Lagarde pronta ad andare incontro ad Atene, Berlino frena

Il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, chiede nuovamente due anni di tempo in più perché la Grecia possa completare il programma di austerità concordato in cambio degli aiuti internazionali. E va incontro a un immediato "no" da parte della Germania. Ma più in generale, il capo dell'Fmi ritiene
che per tutti i Paesi dell'Eurozona in difficoltà sia meglio, invece del rigore tutto e subito; avere «un po' più di tempo» per la riduzione del deficit pubblico. Nuovi studi dell'Fmi rivelano che l'impatto dell'austerità sulla crescita è più pesante di quanto si pensasse, il che non può giovare a quella larga parte dell'Eurozona già in recessione. La signora Lagarde ricorda di avere sostenuto il rinvio anche per Portogallo e Spagna, cui è stato accordato.

Nell'attesa che il Governo spagnolo – dopo il declassamento del rating da parte di Standard&Poor's – prenda una decisione sulla richiesta di intervento al fondo salva-Stati europeo Esm e alla Banca centrali europea, il caso Grecia è tornato al centro dell'attenzione e rischia di creare nuova instabilità.«Il nostro obiettivo è che la Grecia si rimetta in piedi», ha detto il direttore dell'Fmi nel giorno in cui nuovi dati hanno rivelato un aumento della disoccupazione al di sopra della soglia del 25%. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schàuble, ha sostenuto che «nessuno vuole costringerla fuori dall'euro». Ma qui l'intesa finisce, perché sul possibile allungamento dei tempi del programma il ministro tedesco ha affermato che «se c'è un obiettivo di medio termine per la riduzione del debito, non ispira fiducia se si cambia direzione».

Cauta, da lontano, il cancelliere Angela Merkel, che ha detto di aspettare il rapporto della troika dei controllori (Commissione europea, Bce e Fmi) attualmente ad Atene. Stessa posizione del ministro dell'Economia italiano, Vittorio Grilli, il quale ha anche ricordato come l'allungamento del programma implica un costo maggiore. «E i salvataggi europei, senza contare la Spagna, ci stanno già costando
un debito più alto del 4%», ha sottolineato, Secondo alcune stime, due anni in più concessi alla Grecia costerebbero ai suoi finanziatori circa 20 miliardi di euro addizionali. Il direttore del Fondo ha anche sostenuto che bisognerà guardare alla situazione del debito greco: se non è proprio un'apertura all'ipotesi di un'altra ristrutturazione, molti ritengono che sarà prima o poi inevitabile. Scauble ha detto ieri che non potrà riguardare i creditori ufficiali, Governi europei compresi.

L'Europa resta comunque «l'epicentro della crisi», come ha ricordato la signora Lagarde. Ed è stata inevitabilmente il tema principale del breve G-7 dei ministri finanziari e dei governatori, seguito da una cena informale del G-20 («in cui non si è parlato di lavoro», secondo Grilli). I venti si troveranno di nuovo oggi e poi, più a lungo, fra due settimane a Città del Messico. Il segretario al Tesoro americano, Tim Geithner, ha messo in luce i progressi dell'Europa negli ultimi mesi per avviare a soluzione la crisi (dopo che nelle ultime occasioni aveva fatto pressioni per un`accelerazione) e citato le riforme di Italia e Spagna «che stanno cominciando a fare effetto», ma ha anche lamentato che la crisi dell'Eurozona è costata all'economia Usa uno 0,5-1% di minor crescita. Più impazienti con gli europei i grandi Paesi emergenti, in particolare i ministri di Brasile e In dia.

L'altra grande incognita della crisi europea, il se enil quando della richiesta di aiuti da parte della Spagna, ha incontrato a Tokyo molti "no comment" ufficiali: tocca a Madrid decidere, ha detto la signora Lagarde.
Dietro le quinte, l'Emi è favorevole al varo di un programma, ma anche qui trova l`opposizione del Governo tedesco, che cerca di evitare per quanto possibile un voto pieno di insidie al Bundestag su un altro salvataggio europeo.

Il G-7 è stato un evento in tono minore, senza comunicato, in cui si è preso atto del peggioramento generalizzato delle prospettive di crescita evidenziato dalle nuove previsioni dell'Fmi. «C'è un processo di riduzione del debito, pubblico o privato, in corso in tutto il mondo», ha osservato Grilli.

(Da: Il Sole 24 Ore, 12/10/2012)




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