Lezioni in inglese, sloveno e friulano

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Anagrafe degli studenti per contrastare l’abbandono.
Azioni mirate per favorire l’educazione degli immigrati

Arriva la legge sulla scuola. Più soldi a chi fa lezione in inglese, sloveno o friulano

Roberto Urizio
Il ddl Antonaz-Cosolini illustrato alla maggioranza.
Incentivi alla diffusione di lingue minoritarie e comunitarie

TRIESTE. Una scuola multilingue. Il disegno di legge Antonaz-Cosolini sull’istruzione e sulla formazione, che è stato illustrato ieri alla maggioranza e che verrà approvato venerdì in giunta, disegna per il Friuli Venezia Giulia una scuola improntanta al plurilinguismo: ciò significa sia la diffusione dell’apprendimento di più lingue comunitarie (coerentemente alle indicazione dell’Unione Europea), sia la definizione di programmi che prevedano l’impiego di lingue straniere per l’insegnamento di materie curricolari, a partire dalle scuole superiori. Prepariamoci dunque ad avere ore di insegnamento in inglese o in altre lingue, comprese quelle delle minoranze storiche della Regione (friulano, sloveno e tedesco). Per favorire l’apprendimento di queste ultime l’ammininistrazione regionale provvederà alla definizione di apposite linee guida per il loro insegnamento, alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e alla concessione di contributi per la programmazione delle scuole che introduranno programmi relativi alle lingue minoritarie. Il disegno di legge istituisce a questo scopo anche la Commissione permanente per l’insegnamento delle lingue delle minoranze storiche che sarà composto dai presidenti dei tre comitati (ArleF, Comitato consultivo per la lingua slovena e Comitato germanofoni), da quattro esperti designati dalle Università e altrettanti dall’Assessorato all’istruzione. L’insegnamento delle lingue minoritarie, dell’italiano quale seconda lingua e delle materie curricolari in una lingua comunitaria sarà curato da insegnanti iscritti in un’anagrafe professionale plurilinguistica regionale che viene istituita dalla nuova normativa.
Il ddl redatto da Antonaz e Cosolini conferma inoltre tutti gli interventi regionale a favore degli studenti: il concorso alle spese sostenute dagli enti locali per mense e trasporto scolastico oltre che per i sussidi per le famiglie dei ragazzi per quanto riguarda le spese di trasporto e per i libri di testo, oltre che per il servizio di comodato gratuiro del materiale scolastico (in particolare i libri). Inoltre verranno promossi accordi tra enti locali e istituzioni scolastiche (con la possibilità di coinvolgere altri enti pubblici o privati) per garantire servizi socio-assistenziali per l’inserimento scolastico e l’accompagnamento formativo di soggetti in condizione di disagio e immigrati; anche in questo caso la Regione parteciperà alle spese sostenute per questo genere di servizi. Previsti inoltre interventi per scoraggiare la dispersione scolastica e mantenere i ragazzi a scuola almeno fino ai 16 anni anche attraverso attività svolte dalle scuole in collaborazione con i centri di formazione professionale mediante specifici percorsi integrati.
Finanziamenti ad hoc saranno garantiti agli istituti scolastici situati in territorio montano in modo da garantire la continuità didattica. Risorse specifiche serviranno a favorire l’educazione degli immigrati. Verrà inoltre istituita l’Anagrafe degli studenti, organo su base provinciale che avrà il compito di fornire rilevazioni statistiche e informative sui livelli di scolarità, abbandono e dispersione scolastica e sugli effetti dei processi formativi in modo da garantire un quadro della situazione su cui intervenire.
Per quanto riguarda il settore della formazione professionale è previsto un libretto formativo del cittadino che conterrà il percorso formativo, le competenze acquisite ed i crediti riconosciuti dalla persone. Sarà inoltre istituito un Comitato regionale per la programmazione dell’offerta formativa che sarà composto dall’assessore regionale competente, dai presidenti delle Province, dai rettori delle Università e da esponenti del mondo della formazione professionale, dell’impresa e dei lavoratori. Il Comitato avrà il compito di proporre ed esprimere pareri sulla programmazione regionale in materia di formazione professionale, di esprimersi sul rapporto annuale dei fabbisogni formativi e di formulare proposte per quanto concerne la definizione degli standard e dei programmi formativi.

L’Espresso

(15 marzo 2007)


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