L’export extra-Ue rallenta

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22/10/2004, Il Sole 24 Ore, pag. 11

A settembre l’Istat ha rilevato un calo mensile del 3,9%, il deficit balzato a quota 812 milioni

L’export extra-Ue rallenta


Di Vincenzo Cicerchia
MILANO Passo falso in settembre per il made in Italy sui mercati extra-Ue (che valgono il 40,5% dell'export nazionale) anche se il quadro generale resta positivo. L'Istat ha registrato una flessione congiunturale del 3,9% (la più alta dal novembre 2003) per le esportazioni rispetto ai livelli di agosto, e un calo dell'import (il maggiore da aprile 2003) pari al 3,7 per cento. Per la prima volta dal maggio 2003 si registra un calo congiunturale significativo per export ed import nello stesso mese.
II confronto con il 2003 resta comunque positivo: l'export fa registrare – ricorda l'Istat Ma crescita tendenziale del 15,8% a fronte di un incremento del 15,9% delle importazioni. Il consuntivo dei primi nove mesi dell'anno registra inoltre crescite del 9,5% per le esportazioni e dell'8,5%% per le importazioni.
Per quanto riguarda i saldi dell'interscambio, a settembre il deficit è salito a quota 812 milioni di curo a fronte dei 691 milioni di passivo del 2003. Nell'arco dei primi nove mesi l'Istat ha rilevato un deficit di 278 milioni appena rispetto ai 988 nel 2003.
L'export italiano in agosto ha registrato incrementi marcati in Turchia (+29%), area Opec (+26,1%), Efta (+45.2170, Russia (+24.1%) e Cina (+15%%). mentre gli Usa si sono fermati a un +4,3 per cento. Le vendite di prodotti italiani in Giappone restano a passo lento (+2,7%%). Vola l'import dalla Cina (+28,2%) e dai paesi emergenti dell'Asia (+18,8dc).
Tra i settori performance di rilevo per le esportazioni di prodotti petroliferi (+91.5%%). metalli (54,2%%), mezzi di trasporto (+34,3%), meccanica (+ +8,3%%), prodotti in cuoio (+7%) e tessile-abbigliamento (+17,5%).
Per l'export italiano all'estero si tratta del settimo mese consecutivo di crescita su base annua rileva il viceministro Adolfo Urso, che ha definito i dati «straordinari» aggiungendo che «il saldo a fine anno tornerà positivo». «Il ritrovato dinamismo della domanda mondiale si concentra al di fuori della Ue» ha sottolineato il presidente dell'lce, Beniamino Quintieri.
Cauta la valutazione degli analisti. Nel terzo trimestre è cresciuto il valore degli scambi commerciali con i Paesi extra-Ue – rileva Valentina Ferraris, economista di ref. -L'aumento del valore delle esportazioni rispetto al secondo trimestre è del 4,5%, e l'incremento congiunturale delle importazioni a prezzi correnti è del 4,8 per cento.
«Entrambi gli incrementi sono compatibili con una crescita dei volumi aggiunge Valentina Ferraris . Ipotizzando difatti un aumento dei prezzi all'export e all'import in agosto e settembre in linea con quello medio dei mesi precedenti, sia le quantità importate che quelle esportale (entrambe stimate) continuano a crescere congiunturalmente a tassi intorno al 3 per cento. Si deteriora però la copertura reale. In pratica. allargando l'orizzonte all'intero interscambio. manca in questo l'apporto delle esportazioni nette alla crescita del Pil in quanto il ritmo di crescita dell'export e meno vivace di quello dell'import».

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