L’evoluzione controllata della lingua.

Posted on 13 novembre 2017 in Politica e lingue 45 vedi

Italians.

Lettera L’evoluzione controllata della lingua.

La lingua è uno strumento fondamentale ed insostituibile in ogni aspetto della quotidianità: una lingua “razionale” semanticamente e scientificamente costruita, sarebbe uno strumento formidabile di crescita e progresso perché sarebbe tra l’altro “computerizzabile” (con grande beneficio allo sviluppo delle tecnologie dell’intelligenza artificiale). D’altro canto è utopico pensare che una lingua – che tocca anche spetti sentimentali oltreché pigrizie conservative (si pensi quanto è stato difficile il semplice passare da una valuta ad un altra quando dalla lira si è passati) possa naturalmente evolversi al meglio in modo funzionalmente utile da se, per cui bisognerebbe avere la forza innovativa, ed il coraggio, di razionalizzare la lingua “per legge” (già vedo i feticistici puristi sobbalzare). Sarebbe un processo per gradi ma che darebbe una legittimazione ufficiale a certi aspetti innovativi. Per l’italiano si potrebbe per esempio introdurre il neutro (non si capisce che senso ha che la forchetta sia femmina ed il cucchiaio maschio), così desessualizzare certi termini che descrivono aspetti funzionali ed astratti (non si capisce il senso ed utilità di dibattere non problemi se dire direttore, direttora, o direttrice), uniformare l’alfabeto a quello di altre lingue, togliere certe fastidiose differenziazioni inutili tipo accento acuto e grave, sfoltire la giungla delle eccezioni, regolarizzare i verbi etc. Già queste semplici cose “ufficialmente” introdotte rappresenterebbero un primo passo verso una utile evoluzione controllata del linguaggio quando poi il mondo dell’intellighenzia e la cultura cominciasse ad utilizzarle nell’esercizio dei propri ruoli in quanto forme lessicali ufficialmente ammesse. Ma l’Italia non è (più) un paese innovativo…
D. Petito, signorevintage@gmail.com

italians.corriere.it | 13 | 11 |2017

 




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