L’Europa?E’ come costruire una cattedrale medioevale

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“L’Europa? E’come costruire una cattedrale medioevale”


DA MADRID MICHELA CORICELLI



“Quando nasce un bambino,l’unica identità è quella umana. Ma dopo qualche anno,se quel bambino è spagnolo,italiano,tedesco o francese,l’identità predominante sarà quella europea.Sono le nostre radici”. Per Josè Antonio Jauregui,antropologo,professore di Cultura Europa all’università madrilena Camino Josè Cela e autore del libro Europa,tema e variazioni:l’identità e la varietà culturale europea,è arrivato il momento di “ripulire la nostra memoria”.
Non crede che l’astensionismo delle elezioni europee abbia reso evidente la distanza fra l’Unione delle istituzioni e l’Europa reale?

L’Ue è come una cattedrale medioevale.Quando si costruivano questi imponenti monumenti,chi partecipa all’opera non riusciva mai a vederla completa. Con l’Europa unita stiamo facendo una grande cattedrale,ma manca ancora il tetto. E’ tutto troppo recente:sono certo che se Jean Monnet o De Gasperi o De Madariaga fossero qui e vedessero gli incredibili passi compiuti finora,non crederebbero ai propri occhi. Non dobbiamo presentare il passaporto perché non ci sono frontiere,abbiamo un’unica moneta,il nostro Parlamento si sta consolidando poco a poco…
Non crede che manchi ancora molto per un’Unione reale,”comprensibile”e facile per il cittadino europeo comune?
Una volta approvata la Costituzione,rafforzato il ruolo della Commissione e con un vero e proprio presidente,allora il prossimo passo necessario sarà la creazione di un esercito comune. Solo quando avremo un nostro esercito,saremo realmente indipendenti e diventeremo veri alleati degli Usa. In poche parole,anche noi saremo gli Stati Uniti d’Europa.
Crede che allora i cittadini capiranno meglio le istituzioni europee?
Credo che solo allora si formerà un’opinione europea. La gente comincerà ad interessarsi alla politica europea. I giornali,anche se verranno pubblicati in Italia,Spagna o Francia,daranno rilievo alle notizie dell’Europa.L’esempio viene dagli Usa:la stampa lì è statunitense,e non strettamente legata allo Stato dove viene pubblicato il quotidiano.

Lei dunque è ottimista,pensa che ci voglia solo un po’ di pazienza…

Non sono ottimista,ma sono entusiasta e osservo i fatti. E non credo che si tratti di pazienza,al contrario.Penso che l’Europa debba essere il frutto dell’audacia,della perseveranza e di un certo realismo politico. L’Ue è stata creata da un piccolo gruppo di precursori,poche persone che anticiparono i tempi. Una volta,ad Oxford,Salvador De Madariaga mi disse che gli Stati “disuniti”d’Europa,di fronte agli Usa,erano ridicoli.
Non teme che una Costituzione”affrettata”dalla paura dell’euro scetticismo e dalle sconfitte elettorali di alcuni leader non riesca a colmare la distanza fra le istituzioni e i cittadini?
Io credo che la Costituzione europea è comunque un passo da giganti per la costruzione dell’Ue. Non sarà perfetta,ma sarà un passo in avanti enorme. Da sola,però,non è sufficiente:ripeto,serve un esercito unito europeo. Poco a poco,l’opinione pubblica si interesserà veramente a questi temi,la voce dell’Europa comincerà ad essere ascoltata a livello internazionale,ad esempio nel conflitto israelopalestinese.
Cosa significa ripulire la memoria degli europei?
Io sono cresciuto in una Spagna in cui le ironie e i pregiudizi verso francesi,inglesi o italiani erano all’ordine del giorno. Dobbiamo riscoprire l’identità comune,ripulirci dai preconcetti del passato.


Avvenire p.5






Questo messaggio è stato modificato da: martina.zeppieri, 17 Giu 2004 – 13:15 [addsig]




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