L`Europa vuole punire l`Ungheria

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L`Europa vuole punire l`Ungheria

Costituzione illiberale, si pensa a sanzioni. Vertice Ue l`11 gennaio

Un processo europeo per l`Ungheria. Da Bruxelles i segnali sono quelli di non voler aspettare troppo per affrontare la svolta, giudicata autoritaria e nazionalista, delle nuove leggi costituzionali di Budapest.
Nella prossima riunione dei commissari europei, l` l 1 gennaio prossimo, di discuterà della Costituzione voluta dal premier conservatore Viktor Orban. «Ci chiediamo se in Ungheria ci sia una democrazia o una dittatura» si è sbilanciato un portavoce di Bruxelles con l`Ansa. Aggiungendo che le leggi dei Paesi dell`Unione europea «devono riflettere ed essere allineate ai principi democratici e al rispetto dei diritti dell`uomo». Anche Budapest, quando ha aderito alla Ue, si è assoggettata ai trattati comunitari. Guv Verhofstadt, ex-premier del Belgio e leader liberale in Europa. ha parlato ieri di «pericolosa erosione delle istituzioni democratiche e delle libertà politiche» in Ungheria.
Aggiungendo: «È giunto il momento di dare avvio a sanzioni politiche e legali da parte delle
istituzioni Ue». Per ora, Bruxelles sta premendo su Budapest per un passo indietro: e tutte queste dichiarazioni vanno nel senso di un avvertimento. Se la pressione non risultasse efficace lo scenario probabile è quello di una procedura d`infrazione: due mesi per chiedere chiarimenti, altri due mesi di attesa per dare tempo di accogliere i cambiamenti richiesti dalla Commissione europea. Ma le procedure d`infrazione non sono la fine del mondo e si possono risolvere in una sanzione di qualche milione di euro. Molto più grave, per la boccheggiante economia ungherese, sarebbe il mancato prestito di 15-20 miliardi di euro che gli emissari dell`Unione europea e del Fondo monetario internazionale dovevano negoziare nei prossimi giorni. Incontro sospeso. Per la. Banca centrale europea non è tollerabile la riforma che colpisce l`autonomia della Banca d`Ungheria, con il potere conferito al governo di nominare le cariche di vertice. L`Ungheria, che non ha ancora aderito all`euro, si affida al forino, moneta locale ormai esangue: ieri ha stabilito il suo ennesimo record negativo (con il cambio a 319,4 per un euro). I costi delle assicurazioni contro il rischio del fallimento sono saliti al valore della Grecia. Un`emergenza economica, ma che per l`Europa è anche emergenza politica.

di FABIO MORABITO
Il Messaggero, pag.20
05/01/2012




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