L’Europa vuole la sua maglia in campo‏

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L SIMBOLO ANCHE SULLE MAGLIETTE DEGLI SPORTIVI
La proposta: «In tutti gli eventi sui territori dovrà sventolare la bandiera stellata blu». Scettici gli inglesi

MILANO – Una bandiera stellata in campo blu issata sopra ai campi da tennis di Wimbledon e lo stemma dell’Europa unita sulla maglia della nazionale di calcio meno legata all’Unione che ci sia nel Vecchio Continente? O addirittura le stelle dell’Unione in bella vista a sventolare in diretta mondiale nel corso delle prossime Olimpiadi di Londra del 2012? Brutta notizia davvero per gli orgogliosi e nazionalisti tifosi inglesi: l’Unione Europea pensa di obbligare tutti i suoi stati membri a esibire la bandiera nazionale sulle divise dei giocatori che rappresentano le diverse nazioni in tutti gli sport. E vorrebbe anche che le sue dodici stelle comparissero in tutti quegli eventi sportivi che abbiano in qualche modo rilevanza internazionale, se si svolgono nel territorio di uno degli stati membri.
LA PROPOSTA – La proposta dell’Unione sta prendendo forma e dovrebbe essere presentata ufficialmente al Parlamento Europeo la prossima settimana a tutti gli stati, Italia inclusa. È parte di un documento creato dalla Spagna, intitolato “La dimensione europea nello sport”, ed è solo l’inizio dei nuovi indirizzi in tema sportivo che l’Unione è ora incaricata di dare, come recita il Trattato di Lisbona. L’idea alla sua base è quella di promuovere, anche in campo sportivo, l’unità e l’identità europee. Ricordando ai tifosi quel che le 12 stelle (che non rappresentano il numero di nazioni, ma genericamente indicano il numero 12 “simbolo di perfezione, completezza e unità”) dovrebbero insegnare al popolo europeo: la solidarietà e l’armonia tra le genti d’Europa.

REAZIONI INGLESI – Ma gli inglesi non sembrano aver gradito questo nuovo obbligo, nonostante per ora sia solo ventilato. Da più parti i politici inglesi hanno già dichiarato il loro disappunto: per Emma McClarkin,del partito conservatore, «lo sport ha un posto speciale nel cuore degli inglesi, e la nostra nazionale è un tassello importante della nostra identità e della nostra cultura. L’Unione non dovrebbe interferire: questo progetto è solo un altro esempio della sua vanità». La proposta verrà presentata al Parlamento e sarà poi la Commissione a trasformarla in legge. E come è probabile che accada, riuscirà a ottenere la maggioranza dei pareri positivi dei singoli stati. La voce dei tifosi inglesi resterà la sola fuori dal coro.

09 luglio 2011(ultima modifica: 10 luglio 2011 17:24)

Corriere della Sera




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