L’EUROPA UNITA HA BISOGNO DI UN STATO SOCIALE IMPEGNATIVO

Posted on in Europa e oltre 38 vedi

L’EUROPA UNITA HA BISOGNO DI UN STATO SOCIALE IMPEGNATIVOI paesi scandinavi sono quelli gli unici ad avere sperimentato appieno un welfare di tipo universalistico e insieme attivo, cioè non assistenziale, ma concepito come un fondamentale strumento di sostegno allo sviluppo. Tizano Treu, responsabile delle politiche del lavoro per la Marerita, tra i relatori al convegno svoltosi nella capitale sul welfare scandinavo, è convinto che le politiche pubbliche del Norderopa possano costituire un punto di riferimento importante per rafforzare il modello sociale europeo.Quali sono gli ingredienti vincenti dello stato sociale dei paesi del nord?La mobilità e l’alta qualità professionale sono rese possibili da una forte rete di sicurezze sociali.Nei paesi scandinavi hanno l’opportunità di riqualificarsi continuamente e di offrire flessibilità senza perdere in sicurezza. Da questo punto di vista il messaggio che ci arriva dalla Scandinavia è molto forte.C’è spazio nell’Unione eropea per acquisire alcuni elementi di questo modello e farne le basi di uno stato sociale comune?Purtroppo l’Eropa è ancora piuttosto indietro su questo terreno. Lo stesso rapporto Rasmussen, che è molto interessante per quanto riguarda la globolizzazione, ma non si sbilancia troppo sulla possibilità che l’Eropa si doti nel suo complesso di un modello sociale di questo tipo. Non sostupisce quindi che nei paesi del Nord serpeggi un po’ di eroscettiscismo: l’opinione pubblica delle nazioni scandinave da un lato ha para che vengano messi in discussione i sistemi di welfare nazionali, dall’altra osserva che l’Unione eropea è ancora indietro rispetto ai risultati raggiunti in termini di flessibilità, competitività e sicurezza raggiunti nel Nord eropa.Ma a che punto è davvero l’Unione europea su questi temi?Il consiglio di Lisbona ha dato una forte spinta in direzione della competività eropea attraverso la promozione della cosiddetta società della conoscenza. Ma sul welfare che dovrebbe accompagnare questo grande sforzo di modernizzazione è stato più reticente. Il fatto è che l’Eropa unita ha sempre avuto poco capacità di forzare a principi comuni le politiche sociali. Nell’Unione eropea sono oggi decisamente più divergenti i sistemi di welfare rispetto a quanto lo siano le politiche economiche. Solo recentemente nei consigli si è cominciato a parlare di un coordinamento delle politiche sociali.Secondo molti osservatori c’è un problema che riguarda il fiscoInfatti una delle maggiori resistenze al coordinamento delle politiche sociali è proprio qui. Ci sono paesi europei che non ne vogliono sapere perché puntano su un fisco minimo e quindi su un welfare minimo. In questa fase anche il governo italiano è orientato in questo modo.Ma le cose possono cambiare.Che cosa propone sul welfare la lista unitaria nel suo programma in vista delle eupeeNel programma al quale abbiamo lavorato insieme con Giuliano Amato è previsto un welfare sostanzioso, direi impegnativo. Che passa per la conferma della centralità dei pilastri tradizionali: scuola, sanità e pensioni pubbliche. C’è poi una forte indicazione universalistica, in riferimento soprattutto ai nuovi bisogni. Per i nuovi lavori precari è prevista quella che oggi va sotto il nome di flexicurity: cioè la garanzia di una continuità previdenziale e la possibilità di riqualificarsi.EUROPA, p.729_04_2004-04-29Intervista a Tiziano TreuI

Questo messaggio è stato modificato da: Carlotta.Caporilli, 29 Apr 2004 – 11:53 [addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.