L’EUROPA SPEZZATA

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L’EUROPA SPEZZATA


La questione islamica ha diviso la vecchia Europa e gli Stati Uniti molto più di quello che non appaia. E tutto ha origine l’11 settembre. In qurl momento l’America prese coscienza come popolo che in Islam aveva preso corso un fenomeno nuovo, cioè la guerra santa contro l’ Occidente, proclamata da chi si era autoproclamato califfo, cioè guida spirituale di tutto l’Islam. Questo fatto era certamente marginale nel mondo islamico e nessuno riconosce Osama Bin Laden come califfo dichiarato tale da mulah Omar. Ma che l’Occidente sia una globale all’esistenza dellìIslam è un pensiero che domina la cultura islamica sin dall’inizio del movimento dei Fratelli musulmani, cioè da ottant’anni fa.
L’Occidente impone al mondo un costume di vita in cui le regole del costume islamico sono distrutte come regole comunitarie senza essere criticate come identità religiose in cui il costume è tutto, il mondo di vita occidentale è una sfida radicale, mentre l’Islam non ha mai avvertito come sfida radicale il Cristianesimo come religione e se ne è sentito lungamente vincitore come potere militare.
Questo fa si che la soluzione drastica di Osama Bin Laden abbia un’eco nella percezione che l’Islam ha di se stesso e possa generare la convinzione, diffusa in minoranze fondamentaliste, che il terrorismo, anche e soprattutto in forma suicida, abbia una legittimità. Non si contano le fwta di iman che hanno legittimato l’attacco alle due torri come un attacco pienamente legittimo. Sono avvenute dissociazioni, ma in forma marginale rispetto al numero delle fawta di approvazione: e soprattutto sono mancate fawta di condanna. Tutto si è limitato a espressione di sentimenti individuali.
E’ proprio nella crescita di questo nuovo fondamentalismo islamico in chiave antioccidentale che si spiega la decisione americana di attaccare il regime irakeno, in cui la componente nazionalista araba aveva assunto caratteri totalmente antioccidentali tanto da sconfinare nel terrorismo, come poi è puntualmente accaduto. L’Europa ha reagito al suo 11 settembre con l’11 marzo spagnolo: e non vi è dubbio che l’Europa zapatera prenda forma nel desiderio di assicurarsi la neutralità da Al Qaida al debito prezzo dell’antiamericanismo. Ciò spiega la totale reticenza franco-tedesca a pensare un a presenza Nato in territorio irakeno. Come nei giorni del nazismo c’è un Europa che cede al più forte, l’Europa di Papon e di Vichy anche se il capofila della resa è la Francia gollista. Ma evidentemente Chirac non è di De Gialle. Le torture americane sono divenute una legittimazione alle paure europee, giustificano la fuga dalla realtà con la politica delle mani nette. In realtà questa è l’Europa zapatera, l’ Europa della dimmitudine di Oriana Fallaci e cerca l’impossibile via del naturalismo politico quando si è scatenato un conflitto religioso con un antico nemico come il mondo islamico

IL GIORNALE. P, 1
12/05/2004
di Gianni Baget Bozzo

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