L’Europa non sa essere leader a livello globale

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Mal d’Africa.
L’Europa non sa essere leader a livello globale

ANTONIO PANIERI*

Si sono chiusi ieri i lavori della 67a Assemblea generale Onu. Il tema scelto dal presidente di turno, il serbo Vuk Jeremic, è stato quello degli «Strumenti di soluzione pacifica delle controversie internazionali». Una scelta di continuità rispetto al tema della «Mediazione» deciso dal suo predecessore. Di sicuro un tema di grande attualità in un momento storico come quello che il mondo sta vivendo, sopraffino se si guarda a quella parte del globo, il Grande Medio Oriente, che oggi più che mai è oggetto di controversie internazionali che si trascinano, in realtà, da tempo e che necessitano di essere appianate. Sebbene le problematiche da affrontare siano molte e variegate in consessi come questi, tuttavia i media si sono concentrati in modo particolare sul discorso pronunciato da Netanyahu che ha indubbiamente catalizzato l`attenzione di tutti.

Alla forza delle parole si è aggiunta quella dell`immagine mostrata dal Premier israeliano che indicava il livello raggiunto dall`Iran nella produzione di uranio necessaria per la realizzazione della bomba atomica. Di qui, la necessità di un ultimatum che l`abilità del discorso pronunciato ha posto come questione fondamentale per lo sviluppo dei rapporti internazionali. Il fatto che si sia imposta con forza la questione ha quasi messo in secondo piano il problema di come affrontare il conflitto israelo-palestinese.

Secondo alcuni osservatori, questa operazione è stata resa possibile anche dalla debolezza e dalle divisioni della comunità internazionale, a cominciare dagli Usa e dall`Europa, ripiegata su se stessa e su una irrisolta crisi economica e finanziaria. Se, infatti, in questo momento «delicato» per gli Stati Uniti, condizionati dalle elezioni, l`Europa fosse in grado di esercitare con forza una politica estera autorevole, probabilmente si riuscirebbe a dare una linea diversa a quanto sta avvenendo.

Nella risoluzioni di conflitti e tensioni in atto, infatti, non può prevalere l`idea di un disimpegno generale delle principali forze internazionali. In linea con ciò che da tempo viene annunciato in Europa, è necessario tentare di costruire un approccio globale alle problematiche, promuovendo lo sviluppo di una vera soluzione democratica dei conflitti in atto attraverso una politica europea autorevole.

* Eurodeputato Pd

(da Libero. 2-10-2012)




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