L’Europa insopportabile

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18/09/2004, L'Opinione

L’Europa insopportabile
di Claudio Romiti

Debbo ammettere che non ho mai visto di buon occhio l'astratta Europa costruita dai trattati della sua florida nomenklatura. Ma ora, dopo la pagliacciata delle richieste di spiegazioni avanzata nei confronti della tragedia osseta, questa Europa mi sta proprio sui cosiddetti, tanto per usare una espressione forte. D'altro canto i lentocrati di Bruxelles sono abituati a emanare direttive, ad ammonire ed a lanciare anatemi. Dall'alto della loro lussuosa torre d'avorio questi esponenti di una èlite di demagoghi pretendono di occuparsi a forza di chiacchiere e di carte bollate di ogni problema umano, sociale e politico. E così come ci si arroga il diritto di stabilire la curvatora dei cetrioli o quella delle banane, allo stesso modo si pretenderebbe di intervenire pontificando nel caso di gravissime vicende internazionali.
Da bravi mosconi cocchieri, al pari dei nostri sinistri oppositori interni, questi rappresentanti di una Europa fondata sulle scartoffie hanno chiesto spiegazioni a Putin circa l'operato dei suoi uomini anzichè esprimere un immediato sostegno morale e materiale ad un Paese così duramente colpito dal terrorismo fondamentalista. In pratica si sono comportati alla stregua di un tifoso di calcio il quale, non vedendoci chiaro in una confusa azione di gioco, invoca ad alta voce moviola e moviolone.
Non riuscendo, infatti, a comprendere un tubo dell'immane crimine che i terroristi ceceni stavano perpetrando nella pacifica Beslam, i padreterni di Bruxelles hanno chiesto spiegazioni all'arbitro per capire se nell'azione per liberare gli ostaggi qualcuno avesse commesso un “fallo”. Evidentemente, nel delirio che li porta a schematizzare e pianificare ogni cosa, gli euroburocrati dalla lingua sciolta e dalla sanzione verbale veloce come il fulmine hanno perso completamente il contatto con la realtà di un mondo civile sempre più assediato dalla violenza e dal terrorismo. Troppo presi dal compito che si sono attribuiti di creare in Europa l'uomo nuovo, con tanto di inni e di fanfare, costoro oramai ragionano solo in termini di parametri, di patti di stabilità, di limiti e di richiami per chi li viola, di allargamenti per il mostro politico a più teste che si vantano di rappresentare.
Non c'è più posto nel pletorico ed irreale Olimpo dei sacerdoti d'Europa per il buon senso e la ragionevolezza. Buon senso e ragionevolezza che, altresì, hanno spinto la schiacciante maggioranza dei cittadini del Vecchio Continente a schierarsi senza se e senza ma con chi in Ossezia rappresentava il diritto e la legalità, condannando in maniera totale la barbarie di gente senza Dio. Un fatto quest'ultimo che contribuisce ulteriormente ad allargare la distanza che esiste tra l'Europa dei popoli e quella sempre più ridicola dei suoi politici da operetta.


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