L’Europa in festa

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EUROPA IN FESTA NASCE A DUBLINO LA GRANDE UE
Oggi l'allargamento dell'Unione a 25 paesi Ciampi: adesso serve l'unificazione polifica
Gorizia, cade l'ultimo muro che ha diviso il Continente
Oggi tre quotidiani europei pubblicano in contemporanea gli editoriali sull'allargamento dell'Unione

NEL corso della storia di tutti i maggiori Paesi europei è arrivato un momento, glorioso, tragico, a volte gro ttesco, in cui il potere politico s'è proclamato Impero: nome che allora si dava a quella che oggi chiameremmo superpotenza. E quel momento ha sempre rappresentato il completamento di un percorso, la nascita d'un nuovo progetto e al tempo stesso l'attivazione di variabili che hanno poi portato all'evoluzione o al crollo delle ambizioni imperiali. Se l'UE non fosse una creatura politico-istituzionale del tutto nuova e rivoluzionaria, l'unificazione dell'Europa potrebbe essere vista proprio in questi termini: come l'atto di nascita d'una superpotenza.
SEGUE A PAGINA 18

DA OGGI 450 milioni di cittadini entro i confini di quella che noi siamo abituati a considerare Europa ubbidiscono alle stesse leggi, hanno gli stessi diritti, riconoscono una comune autorità, eleggono i propri rappresentanti nel medesimo Parlamento. Nulla di simile era mai successo prima. L'Unione è la terza entità demografica del Pianeta, la seconda entità economica, la prima entità commerciale. Se non è un impero, e non lo sarai mai; se è, anzi, un “anti-impero”, lo si deve al fatto che ha imparato a proprie spese a diffidare di tutto ciò che è, appunto, glorioso, tragico o grottesco. Proprio la fuga da questo genere di fantasmi è all'origine della sua nascita e della sua fortuna.La dinamica, tuttavia, resta la medesima. E se l'unificazione segna il completamento di un percorso iniziato in piena Guerra fredda, occorre capire quale sia il nuovo progetto e quali le nuove variabili da cui dipenderanno evoluzione o collasso. La prima risposta è semplice: il progetto è quello di darsi gli strumenti democratici perché l'Europa possa diventare finalmente un soggetto politico sulla scena internazionale. La Costituzione, che dovrebbe essere approvata a giugno, è il primo passo in questa direzione.E proprio la sorte della Costituzione, voluta per rendere possibile il governo di un' Europa allargata, sarà la variabile su cui si giocherà il futuro dell'Unione. Dopo che i governi nazionali l'approveranno, in una forma si spera non troppo annacquata, essa andrà infatti sottoposta al procedimento di ratifica. Ogni Paese dovrà fare i conti con se stesso e scegliere se vuole o non vuole essere parte del grande progetto politico europeo. Non tutti, si può esserne certi fin d'ora, diranno di sì. Toccherà allora agli altri decidere se tornare indietro, abbandonando tutto. Oppure andare avanti con chi ci sta. E sarà quello, per l'Europa nel suo insieme e per i popoli che la compongono, il vero punto di non ritorno.

LA REPUBBLICA, 01.05.2004, p. 1

Questo messaggio è stato modificato da: paola.alese, 03 Mag 2004 – 10:47 [addsig]




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