L’Europa federale nei programmi elettorali e il giudizio sui partiti

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Dagli Stati Uniti d’Europa del centro sinistra alla sovranità nazionale della Destra. E il Movimento 5 Stelle ?

In attesa dei risultati definitivi delle Elezioni, un quadro completo sull’Europa nei programmi dei partiti.

lunedì 25 febbraio 2013, di Nicola Vallinoto
Membro della Direzione nazionale del Movimento Federalista Europeo. Ha curato con Simone Vannuccini il volume collettivo “Europa 2.0 prospettive ed evoluzioni del sogno europeo” edito da ombre corte nel 2010

Le elezioni italiane del 24 e 25 febbraio 2013 avranno una valenza europea. L’Europa guarda alle elezioni italiane con preoccupazione e l’Italia guarda all’Europa per superare la crisi che sta attanagliando i cittadini del Vecchio continente.

Per queste ragioni è utile analizzare i programmi elettorali per capire come si posizionano le forze e gli schieramenti politici intorno al tema centrale riguardante il futuro dell’Europa. Non è più sufficiente affermare che si vuole più Europa. Bisogna dire che tipo di Europa si vuole e che politiche dovrebbe attuare.

Per comodità del lettore si è creata una tabella con quale poter confrontare facilmente le idee e le proposte rispetto ai nodi istituzionali, alle politiche, alle proposte e agli obiettivi riguardo l’UE. Poche sono le forze politiche che hanno indicato come vorrebbero riformare le singole istituzioni dell’UE. Nessuno ha, per esempio, citato il Consiglio europeo che decidendo all’unanimità rappresenta uno degli scogli per avere un’Europa in grado di potersi muovere in modo efficace ed efficiente. In questi ultimi anni i cittadini europei hanno pagato a caro prezzo l’inefficacia e la lentezza decisionale dei Consigli europei: il caso della Grecia è lampante.

La prima riga riporta il giudizio che tiene conto degli obiettivi indicati nei programmi, delle proposte di riforma riguardanti le istituzioni europee, il metodo per arrivare a queste riforme, le politiche dell’UE. Trovate anche una riga con le personalità di riferimento ideale. Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene, uno dei padri dell’Europa unita, è stato citato, per esempio, da due sole formazioni: PD e SEL.

Il giudizio non ha preso in considerazione interventi verbali dei rappresentanti delle forze politiche che possono anche essere diversi da quanto indicato nei programmi e neanche eventuali precedenti esperienze di governo o comportamenti politici di alcuni partiti che sono in contraddizione con il programma. Un esempio lampante è costituito dal programma della Lega Nord e del PDL (elaborato in comune). Sebbene il programma per le elezioni politiche 2013 possa definirsi “europeista”, con tutti i limiti del caso, durante la campagna elettorale i rispettivi leader sono intervenuti esprimendo sentimenti anti-europeisti: Maroni ha parlato di ritorno alla sovranità nazionale e Berlusconi di uscita dall’Euro.

L’unica formazione che auspica apertamente un ritorno alla sovranità nazionale è la Destra di Storace. L’opposizione della Destra rispetto alle posizioni euro-federaliste è stata confermata da un episodio poco edificante. A Genova alcuni manifesti del Movimento Federalista Europeo, che invitano i cittadini italiani a votare “per chi vuole tenere unita l’Italia e costruire la federazione europea”, sono stati strappati e ricoperti da quelli della Destra.

I partiti che sostengono Pierluigi Bersani sono le uniche formazioni politiche che propongono una soluzione federale per il futuro dell’Europa e si pongono come obiettivo gli Stati Uniti d’Europa.

In questa analisi pre-elettorale resta un punto interrogativo e riguarda il Movimento 5 Stelle il cui programma non prevede alcuna proposta sull’Europa. Non è dato sapere ai cittadini italiani quale sarà il comportamento politico di coloro che saranno eletti nella formazione di Beppe Grillo. Nei suoi spettacoli/comizi elettorali il comico genovese ha parlato in alcuni casi di ritorno alla sovranità nazionale sebbene in diverse interviste rilasciate a giornalisti stranieri ha affermato di essere europeista e di voler un’altra Europa. È una incognita di non poco conto considerato il numero di eletti del M5S che entreranno nel prossimo Parlamento.




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