L’europa e il Multilinguismo

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Approfondimento

Dal 22 settembre, per una settimana, si sono tenute in tutta Europa le celebrazioni legate alla “Giornata Europea delle lingue 2009” con una serie di eventi, a cui ha partecipato anche l’Antenna DG Traduzione della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Queste iniziative si inseriscono in una politica di promozione del Multilinguismo che l’Unione Europea sostiene da tempo: da un lato salvaguardando il patrimonio linguistico dei suoi cittadini europei e dall’altro incoraggiando la capacità delle persone di esprimersi in diverse lingue.

Già gli articoli 3, 21 e 149 del Trattato CE gettavano le basi giuridiche del multilinguismo, sostenendo la dimensione europea dell’istruzione e della formazione, in particolare attraverso l’insegnamento, la mobilità e la diffusione delle lingue.

Nel 2000 con l’adozione della Carta dei diritti fondamentali sono state vietate le discriminazioni fondate sulla lingua (art. 21) ed è stata invece ribadita l’importanza del rispetto della diversità linguistica (art. 22).

Con la Carta dei diritti, l’Unione Europa si impegna anche a rendere le istituzioni comunitarie in grado di dialogare con il cittadino in una delle lingue menzionate all’art. 314 del Trattato CE.

Infine il Trattato di Lisbona richiama in uno dei nuovi articoli la Carta dei diritti fondamentali che in questo modo diventa giuridicamente vincolante.

Partendo da questi presupposti, l’Unione Europea ha quindi sviluppato a partire dal 2001 con l’Anno Europeo delle lingue, una politica linguistica che si pone come obiettivo principale la promozione e l’apprendimento delle lingue straniere. Comunicare e comprendere diventano le parole chiave per le diverse culture europee. Padroneggiare più lingue si trasforma in uno strumento per utilizzare al meglio le opportunità lavorative, sociali e culturali offerte dal mercato unico, che diviene così uno spazio pienamente integrato. A questo scopo vengono avviati una serie di adempimenti:

Nel 2004, per la prima volta viene nominato un commissario, Jan Figel, tra le cui competenze rientra anche il Multilinguismo.

Nel 2005 la Commissione Europea presenta la nuova strategia quadro per il multilinguismo COM 596(2005) che prevede tre obiettivi: 1) incentivare l’apprendimento delle lingue; 2) promuovere la diversità linguistica 3) garantire l’accesso alle informazioni dell’Unione Europea nelle loro lingue.

Nel 2007 viene nominato il rumeno Leonard Orban come primo commissario al Multilinguismo. Si sviluppano poi i programmi europei di sostegno finanziario all’istruzione e formazione professionale: Socrates, Comenius, Erasmus, Grundtving, Leonardo da Vinci. Con decisione n° 1720/2006 del 15 novembre 2006 viene istituito un nuovo “Programma d’azione nel campo dell’apprendimento permanente” (Lifelong Learning) per il periodo 2007 – 2013. Il nuovo programma integrato coordina i quattro programmi precedentemente menzionati tramite un “Programma trasversale”con attività chiave nel campo delle lingue: progetti finalizzati alla realizzazione di materiali, corsi di formazione e strumenti didattici di qualità per la promozione e l’apprendimento delle lingue e della diversità linguistica.

La conoscenza delle lingue è sempre più importante per il successo dell’Europa che diventa un luogo dove la diversità viene considerata fonte di ricchezza perché come diceva Jean Monnet: «Costruire l’Europa non è coalizzare delle nazioni, ma unire degli uomini”.

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