L`Europa e il momento delle scelte

Posted on in Europa e oltre 11 vedi

di Alessandro Merli

Non ho mai visto – ha detto al «Sole 24 Ore giovedì sera all`uscita dalla cena del G-2o un veterano di questi incontri – una riunione come questa dedicata quasi solo ed esclusivamente auna solo argomento: la crisi in Europa».
Davanti al vecchio edificio del Fondo monetario, le espressioni, e i primi commenti dei partecipanti erano rivelatori della sensazione di essere di fronte a «un momento cruciale», come ha detto il direttore dell`Fmi Christine Lagarde, «il momento delle scelte».

Ma mostravano anche, probabilmente, la consapevolezza che la risposta era inferiore al necessario. Dopo aver deciso di evitare la pubblicazione di un comunicato, la presidenza francese di turno, il ministro con la faccia da ragazzino Francois Baron, succeduto alla stessa Lagarde nel palazzo di Bercy, ha optato per produrne uno, visto il tracollo dei mercati di giovedì.
Ma non ha fatto molto meglio che riprodurre con un copia-e-incolla quello del G-7 di Marsiglia di due settimane fa, con modesti ritocchi. E rinviare a un piano d`azione che però non sarà sul tavolo prima del vertice di Cannes di novembre.
L`ennesimo piano d`azione partorito in questi anni. Lo scollamento fra itempi della politica e quelli dei mercati è appparso ancora una volta in tutta evidenza. È vero, come sottolineava ieri un partecipante alle riunioni di Washington, che non si possono produrre nuove iniziative di politica economica ogni quindici giorni. È vero anche, però, che c`è «una crisi di fiducia», come ha detto ancora Lagarde, e che qualcosa va fatto per spezzare «il loop negativo del feedback fra crescita debole, e debolezza di conti pubblici, banche e famiglie». E – ammissione importante da parte del direttore del Fondo«dell`impegno inefficiente della politica». L`epicentro è in Europa, aveva detto la Lagarde.
Lo ha ripetuto ieri Giulio Tremonti. Ed è in Europa che i tempi della politica e le sue inefficienze sembrano particolarmente scollegati dalla realtà dei mercati e delle necessità dell`economia reale (anche se l`America, con le sue dispute fra l`Amministrazione e il Congresso sul debito federale non è da meno).
Per questo, l`unica istituzione in grado di rispondere tempestivamente, la Bce, ha assunto un crescente ruolo di supplenza, che però viene messo sempre più in discussione, anche al suo
interno. Non è un caso che ieri i mercati siano girati solo quando ha cominciato a trapelare una possibile azione dell`istituto di Francoforte sul doppio fronte dei tassi (invertendo già a
ottobre il doppio rialzo decretato negli ultimi mesi) e della liquidità. Alla lunga, però, non può bastare.

Il Sole 24 Ore, pag. 1




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.