L’EUROPA CRESCE, MA NON LA GERMANIA

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L'Europa cresce, ma non la Germania

Si spezza l'asse con Parigi e Schroeder accusa le tasse basse (degli altri)

La Bce, Banca centrale europea non ha preso sul serio l'invito dell'Ocse a ridurre il tasso di interesse. JeanClaude Tichet, presidente della Bce, lo ha rimandato al mittente mentre assisteva all'insediamento del nuovo presidente della Bundesbank, l'economista Axel Weber, il quale ha concordato con lui affermando che il livello già molto basso dei tassi, l'abbondante liquidità e le condizioni favorevoli di rifinanziamento offrono spazi di manovra sufficienti per la ripresa economica. Ma l'Unione Europea offre, al riguardo, un'immagine a chiazze.
Dalla Francia vengono ora buone notizie. Il primo trimestre ha registrato una crescita dello 0,8 per cento, rispetto al trimestre precedente: un dato che, moltiplicato per 4, dà un aumento del Pil su base annua del 2,4 per cento contro la stima ufficiale dello 1,8. Ora Parigi prudenzialmente rivaluta la crescita del Pil nel 2004 al 2 per cento. Il deficit di bilancio, superiore al 3 per cento, assieme a politiche di sostegno alle grandi imprese, condannate da Bruxelles, ma messe in atto egualmente da Parigi, hanno agevolato questo risultato. In Gran Bretagna l'andamento economico positivo è spinto dal boom dell'edilizia privata in crescita del 20 per cento, a causa di una domanda molto elevata. Ma per la Germania, il paese maggiore dell'euro, la situazione è molto diversa. Il Pil del primo trimestre aumenta di circa la metà di quello francese, la previsione annua rimane non positiva e il cancelliere Schroeder chiede una modifica del patto di stabilità europeo. Ciò in quanto non ritiene possibile presentare per il 2005 un bilancio con un deficit contenuto entro il 3 per cento. La concorrenza dell'Est europeo toglie lavoro alla Germania. Le imprese tedesche pagano sui profitti il 38 per cento, le italiane (contando anche l'Irap) una percentuale analoga. In Belgio, Francia, Olanda, Spagna il livello è al 34 per cento. In Gran Bretagna al 30, in Svizzera al 24 e in Polonia e Slovacchia al 20 per cento. Schroeder vorrebbe che i paesi vicini aumentassero le tasse al livello tedesco. Ma probabilmente ciò rallenterebbe la crescita della parte di Europa che sta sperimentando una ripresa, senza migliorare il resto, che arranca.

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