L’Europa "corre": già pronta la squadra dei commissari

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13/08/2004, Avvenire, pag. 6

L’Europa “corre”: già pronta la squadra dei commissari


di Barbara Uglietti
Ha fatto tutto in anticipo, il nuovo presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso: avena promesso di completare la distribuzione dei portafogli entro il 19 di agosto, c'è riuscito molto prima, domando in scioltezza le ambizioni dei suoi ventiquattro agguerritissimi commissari e potendo così presentare, ieri a Bruxelles, la squadra che guiderà l'Europa a partire dal primo novembre. Sull'equilibrio del nuovo esecutivo, ben proporzionato rispetto al peso dei Paesi membri e bilanciato al suo interno (tra uomini e donne, tra matricole e riconferme, tra ministri e ministeri) Barroso già si era espresso: la questione era un obiettivo prioritario perché lui puntava a un collegio cli «ventiquattro super-commissari». Sarà per questo che ieri il neo-presidente è passato con disinvoltura all'individuazione dei punti-chiave del suo programma («prosperità, solidarietà e sicurezza») citando senza troppe remore i dicasteri (e i relativi responsabili) che dovranno darsi da fare con particolare sollecitudine per rilanciare la Ue.
L'economia innanzitutto. E infatti sono stati i quattro (sostanziosi) dicasteri economici quelli più contesi. Alla fine l'hanno spuntata l'olandese Neelie Kroes, che siederà sulla delicatissima poltrona dell'attuale commissario Mario Monti (tra le competenze, Vanttrust, le fusioni tra compagnie, le liberalizzazioni); il britannico Peter Mandelson che, come tutti prevedevano, ha preso il Commercio; l'irlandese Charlie McCreevy, che ha ottenuto il Mercato interno e, infine, lo spagnolo Joaquin Almunia, riconfermato nel
ministero degliAffari economici monetari. Con la nomina della Kroes, il neo-presidente ha mantenuto anche la promessa di una presenza femminile importante in Commissione, e non solo numericamente (le donne sono otto, una in più rispetto all'esecutivo Prodi). Ma un altro ministero sarà cruciale, per stessa ammissionedi Barroso: quello di Giustizia, libertà e sicurezza affidato all'italiano Rocco Buttiglione. «E importante che la parola giustizia venisse accompagnata dalla parola sicurezza, – ha spiegato Barroso -. Ma ho aggiunto anche il concetto di libertà perché non credo nelle cosiddette teorie della sicurezza al di là di tutto». Buttig1ione dovrà occuparsi del problema dell'immigrazione (e in questi giorni di sbarchi clandestini in Italia è parso evidente quanto sottile sia il confine tra le responsabilità dei singoli Paesi e l'intervento della Ue) e anche di diritto d'asilo. Questioni che vanno affrontate con «fermezza e umanità», ha detto Buttiglione, ringraziando Barroso per la fiducia. Alla Germania è andato il nuovo e “pesante” ministero delle imprese e industria, affidato a GuenterVerheugen. Un pó penalizzata sembra essere la Francia, che ha perso l'importante dicastero del Commercio e ottenuto quello dei Trasporti (da cui, tra l'altro, è stata scorporata l'Energia), affidato a Jacques Barrot.
Quel che è certo, Barroso intende dare una “svecchiarti” alla Commissione. Non ha criticato il precedente governo Prodi («ha ottenuto risultati molto positivi»), piuttosto si è detto poco contento (e forse con buona ragione) dell' “immagine” della De, individuando nell'«euroapatia» il nemico numero uno da combattere. «Per questo – ha detto – ho creato un nuovo ruolo», ossia il ministero delle Relazioni istituzionali e strategia di comunicazioni affidato alla svedese (bionda, carina, determinata) Margot Wallstrom. Altra novità: la sede. Gli uffici dei minist-i saranno in un unico edificio: palazzo Berlaymont di Bruxelles. Sede storica della Commissione, con la caratteristica forma a stella marina, era inagibile da 13 anni perché infestato da 1.600 tonnellate di amianto. Dopo una tribolatissima ristrutturazione, è stato riconsegnato alla sua destinazione: riparte, insieme alla nuova Commissione. E, si spera, insieme alla Ue.

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