L’Europa ci guarda: «Niente alternative avanti con le riforme»

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L’Italia al voto

L’Europa ci guarda

«Niente alternative avanti con le riforme»

Le cancellerie chiedono il rispetto di tutti gli impegni e un governo stabile. E temono il ritorno di Berlusconi»

di Francesca Pierantozzi

L’ATTESA

Il mondo vota per un governo italiano stabile, forte e capace di andare avanti sulla strada delle
riforme. Da Washington a Bruxelles passando per Parigi, Londra e Berlino, con una puntata a Tokyo
e magari a Mosca, conservatori o progressisti, tutti guardano alle elezioni italiane dalla stessa prospettiva: la crisi economica ancora da superare, i mercati finanziari ancora da convincere. Se pochi
osano l’ingerenza diretta nel voto e negli affari interni degli italiani, tutti hanno più o meno espresso
le loro preferenze: Mario Monti resta una garanzia di continuità, Pier Luigi Bersani, meno conosciuto
all’estero, non fa paura nemmeno ai più conservatori, mentre un ritorno di Silvio Berlusconi
(con l’eccezione dell’amico Vladimir Putin) è considerato, se non una sciagura, un grosso rischio.
E non soltanto per l’Italia.
Grillo e il Movimento Cinque Stelle, che hanno suscitato non poca curiosità nella stampa estera come
una delle tipiche, spiazzanti, sorprese, che soltanto la politica italiana sa offrire, è stato spesso
nelle dichiarazioni ufficiali sistemato nella casella: «rischio populismo».

GLI USA

«Dalle elezioni deve uscire un governo forte e stabile per andare avanti sulla strada delle riforme»
ha riassunto per tutti la Casa Bianca, parlando anche a nome di Wall Street. Se Barack Obama
non ha pubblicamente messo la croce su nessun partito, ha però ribadito grande amicizia e affetto
al capo dello Stato Giorgio Napolitano.

I GUSTI EUROPEI

Da Bruxelles, l’Unione Europea non ha fatto mistero dei suoi gusti italiani. Le parole d’ordine, anche
alla Commissione, restano stabilità, affidabilità, credibilità. Si può leggere Mario Monti, anche Pier
Luigi Bersani, ma non Silvio Berlusconi.
Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il presidente dell’Europarlamento
Martin Schulz hanno accusato il governo Berlusconi di «essere la fonte della crisi odierna dell’Italia».
Più esplicito di tutti François Hollande. Il presidente socialista vota il collega progressista Pierluigi
Bersani. «L’Europa – ha detto Hollande – ha bisogno di progressisti: esprimo tutto il mio incoraggiamento al mio amico Pier Luigi Bersani e tutta la mia fiducia nel popolo italiano». Il presidente francese non ha comunque mai nascosto gli «eccellenti rapporti» con Mario Monti. Meno esplicita, ma più o meno sulla stessa lunghezza onda, la cancelliera tedesca.
Anche se la parentela politica la porterebbe a maggiori affinità con il conservatore Berlusconi,
Merkel non ha mai fatto mistero della sua scarsa fiducia nel cavaliere.
E ha smentito una dichiarazione di Monti secondo il quale avrebbe temuto un governo a guida Bersani. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble si è invece sbilanciato, elogiando le riforme del governo Monti e assicurando che con il Professore «le cose sono migliorate in Italia».
Anche Londra si augura che la «stabilità» esca dalle urne italiane, ma i britannici non nascondono
le difficoltà a interpretare un sistema politico sempre a rischio di colpi di scena. Per spiegare ai
suoi lettori le infinite possibilità del risultato delle elezioni italiane, il Guardian ha creato un apposito
Gioco dell’oca: si può andare a destra, si può andare a sinistra, ma anche tornare al punto di partenza.
(Da Il Messaggero, 25/2/2013).




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