Lettere.

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Lettere.

Commento al corsivo del giorno 02/06/2015.

Buon giorno Dott. Di Stefano, ho letto con interesse il Suo Corsivo sull’insegnamento della grammatica ai futuri giuristi. Mi permetto solo ricordarLe che, negli anni 50 del secolo scorso (!), l’accesso alla facoltà di giurisprudenza era consentito solo ai diplomati dal liceo classico dove si studiava il latino e tutto quello che vi era di propedeutico come l’analisi logica. Da un certo momento in poi il libero accesso é stato consentito a tutti indistintamente e il famigerato latino é stato quasi completamente liquidato. Le conseguenze non potevano che essere quelle lamentate dalla Prof. Sirsi e da Lei. Andando avanti così, insieme al latino e al greco scomparirà anche la lingua italiana e di lingue morte ne avremo tre! Cordiali saluti.
di Pasquale Intonti

Di Stefano Le lingue, come tutte le creature, invecchiano e muoiono. Certo, il declino delle lingue a volte è una specie di inspiegabile eutanasia. È il caso dell’italiano.

(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 8/6/2015).

@Paolo

Ho appena letto su Sette l’articolo che hai scritto sul libretto n 1000 della Sellerio, complimenti per quella tua scrittura fluida e preziosa. Ho riscoperto con piacere l’uso della parola ” pleonastico ” , fantastica, l’avevo dimenticata perché purtroppo molte belle e significative parole della nostra altrettanto bella lingua non vengono più usate. Il vocabolario si sta via via impoverendo e così si arreca un grande danno alla nostra lingua sia parlata che scritta.
Qualche giorno fa un giornalista abbastanza famoso, ospite al Tg 24 di Sky si esprimeva così “…speriamo che fra qualche anno sono…”, insomma alla “io speriamo che me la cavo” , ma purtroppo non si trattava di un ragazzino di prima elementare… Il guaio è che chi ascolta impara.
Grazie per quello che scrivi e per come lo fai.

di Carla Tassi

Di Stefano Grazie Carla. È un libro molto bello, che mette a fuoco, con la convergenza di tante voci, che cosa e’ un grande e vero editore, sul piano umano e sul piano professionale, ammesso che questi due piani possano essere separati.

(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 8/6/2015).

@ Carla Tassi

Sulla necessità di un buon italiano, ecco cosa ci dice Claudio Magris

“La correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell’onestà.
Rispettando la lingua, ossia la verità, s’irrobustisce pure la vita, si sta un po’ più fermi sulle proprie gambe e si è più capaci di fare quattro passi godendosi il mondo, con quella vitalità sensuale tanto più sciolta quanto più libera dai grovigli degli inganni e degli autoinganni.”

(C. Magris, microcosmi)

di alfredo

(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 10/6/2015).

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