Lettere: “Sarò cool, col nuovo libretto postale “Smart”?”

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Sarò cool, col nuovo libretto postale “Smart”?

Caro Beppe, che siano di vecchia o recente data, le nuove tendenze sociali e i prodotti che devono occupare il mercato è buona norma abbiano una nuova dimensione, così, per essere al passo con i tempi. Mi dico fra me e me, per sembrare più originale e innovativo, comincia col tuo cervello, fallo essere cool, véstiti trendy, cibati fast o slow-food, hai anche il take-away, opta per il bed and breakfast, leggi gli ebook, fai trekking, ascolta il groove, alla tua età frequenta le “milf” o le “cougar”, organizza un briefing, aggiornati e aiutati con una sigla, tipo 3.0, visto che il 2.0 va ormai esaurendosi, ma soprattutto se hai un vecchio libretto postale, di quelli che i nostri avi utilizzavano al posto della mattonella o del materasso, non chiamarlo più al portatore, dài, sa di stantìo, di formula obsoleta. Mettiamogli accanto un termine di derivazione anglofona, così non solo lo facciamo ringiovanire ma lo rendiamo più accattivante, dandogli una dimensione globalizzante. Questo è quello che devono aver pensato gli estrosi creativi del marketing delle Poste Italiane. Anche se è già stato ampiamente lanciato in ambito automobilistico ed ora è comparso anche accanto ad un profilattico che ha la funzione di cambiare colore per segnalare la presenza di determinate colonie di virus, l’idea che ora avrò con me un libretto postale che ha ricevuto, fresco fresco, il nome di battesimo “SMART” mi ha reso così happy che non vedo l’ora (il più tardi possibile), di andarlo a riferire ai miei genitori quando sarà giunto il momento di fare i conti con Atropo. Scalfari, l’anziano fondatore di Repubblica è l’unico che si ostina ancora ad utilizzare termini desueti, della serie: “Vorrei che Renzi fosse più intelligente, piuttosto che furbo”, ricevendo come risposta un esplicito “Yes, we can” semplicemente con il body language. Buon proseguimento di giornata.
Ettore Cappa, cappa@alice.it
(Da italians.corriere.it, 2/7/2015).

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