Lettere: Milano, un uso spropositato (e comico) dell’inglese.

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Milano: un uso spropositato (e comico) dell’inglese.

Dottor Severgnini,

ho vissuto un po’ di anni in Inghilterra e da pochi mesi sono ritornato nella mia città natale, Milano. Sono esterrefatto e allo stesso tempo divertito dall’uso smodato e spropositato dell’inglese che si fa in Italia. L’ ultimo esempio è questa “app” per trovare la tomba dei propri cari e chiamata “Not 24get”! A parte che l’ italiano esiste ancora… ma proprio usare un’ ortografia da sms per i defunti… neanche Alan Partridge ci sarebbe riuscito! E chi l’ha fatto sarà stato pure pagato, perché in Italia ho scoperto che si premiano l’ignoranza e le relazioni famigliari. Immagino che sarà stato pagato anche quello che ha inventato lo slogan per il recente MiTo, “classic is full of colors”: prima ci mette la bandierina britannica per indicare la lingua, poi usa lo “spelling” americano e in più la musica classica. Tra l’altro si dice “classical (music)” e non classic… Per non dire del traduttore di “dalla Sala di Antegiunta si entra nel cuore del Palazzo […]” che in inglese diventa “The heart of the Palazzo is entered from the Reception Room […]“: Google translate farebbe di meglio… (no, non ho provato).
Cordiali saluti,
Matteo Bonati, matteo.bonati@gmail.com
(Da italians.corriere.it, 14/11/2015).

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