Lettere: il piacere di sentire parlar bene l’italiano.

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1953, “Confidenze di un gatto”: il piacere di sentire parlar bene l’italiano.

Caro Beppe e cari Italians, non passa molto tempo che un modo di dire inventato da qualche sceneggiatore di Hollywood o un pubblicitario nostrano atterri nelle nostre vicinanze. Dopo “assolutamente” (non sai mai se è un sì o un no), il famigerato “piuttosto che” e dopo lo sciatto aggettivo polivalente “importante” – anche sul Corriere lo usano ormai indifferentemente per indicare sia qualità che quantità (orrore) e che nell’accezione “il/la più importante” ha mandato definitivamente al cimitero “il/la maggiore”, ecco all’orizzonte profilarsi “devastante”, riferito sia agli ingenti danni causati da un fenomeno naturale disastroso e distruttivo, che a come ci si sente dopo un episodio che ha provocato una profonda alterazione dell’equilibrio psichico o affettivo. Come al solito non viene tradotto con affranto, sconvolto o profondamente turbato o afflitto ma, come per tanti altri termini, si italianizza il vocabolo inglese e ciao. Per tentare di contrastare questi fenomeni sottopongo alla vostra cortese attenzione questo delizioso cortometraggio del ’53, “Confidenze di un gatto” ( https://www.youtube.com/watch?v=l9zJZD5Mik4&html5=1 ), ascoltatelo! È un vero piacere sentire parlar così bene l’italiano con una, ormai stupefacente, ricchezza di termini. Cordiali saluti,
Paolo Verni, p4012@arcor.de
(Da italians.corriere.it, 18/7/2015).

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