Lettere al Corriere.

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Lettere al Corriere: risponde Sergio Romano.

Alfabeto latino.

Caro Romano, con riferimento alla sua risposta sui cambiamenti degli alfabeti per essere moderni, segnalo che gli ideogrammi semplificati vengono usati in tutta la Cina continentale fin dai tempi di Mao. Lo stesso vale per Singapore, mentre a Taiwan, nonché a Hong Kong e Macao (dove peraltro si parla cantonese), si continuano ad usare gli ideogrammi tradizionali. Quanto alla traslitterazione, il Pinyin viene impiegato correntemente. Per esempio, si scrive Tiananmen e non Tienanmen, cioè tian con la a.
Sergio Vecchi , sergio.vecchi@skynet.be

Grazie. Aggiungo che il Pinyin è il sistema adottato dalla Repubblica popolare sin dagli anni Cinquanta per la traslitterazione dei suoni dei caratteri cinesi nelle lettere dell’alfabeto latino. Da allora, per esempio, Mao tse-tung è diventato Mao Zedong. Viene usato anche per l’inserimento di programmi e testi cinesi in computer “latini”.
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 8/10/2015).

Inutile ipocrisia

Sapevo che ultimamente si sta diffondendo una forma che non saprei se definire di cortesia o di ipocrisia. Se rientrasse nel secondo caso, si tratterebbe dell’«omaggio che il vizio fa alla virtù» (La Rochefoucauld). Ora i vecchi sono definiti «diversamente giovani», gli handicappati «diversamente abili». Ma che le donne brutte siano appellate ora «diversamente belle» proprio non l’avrei mai immaginato!
Franca Piccinini , franchina.dolce@tiscali.it
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 8/10/2015).

Prassi opinabile

Uso di termini inglesi

Dopo la «spending review» e il «jobs act», si sentiva proprio la mancanza di un’altra bella parola inglese. Ed ecco apparire la «stepchild adoption»! Cosa voglia dire lo sa il Signore, però suona bene! Penso che si debba regalare al governo qualche Zingarelli, Devoto Oli, Sabatini Colletti…
Adriana Bacchetta
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 16/10/2015).

Lingua inglese /1.

Quel motto in francese

Caro Romano, i britannici sono intransigenti assertori del primato della loro lingua. Per quale motivo colui che a seguito del noto episodio, pronunciò «honni soit qui mal y pense (fa male chi pensa male)», lo fece in francese? La frase è stata poi consacrata come motto per la loro primaria onorificenza quale l’Ordine della giarrettiera.
Costanzo Ajello

I normanni hanno lasciato nella lingua inglese molte tracce del loro passaggio e il francese è stato una lingua araldica, molto usata per i motti che appaiono sugli scudi nobiliari. Il dizionario italo-francese di Raul Bloch, pubblicato da Zanichelli Le Robert, traduce: «Male incolga a chi male pensa»
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 17/10/2015).

Lingua inglese / 2

Tollerate le ripetizioni

Caro Romano, nella sua risposta sulle basi in Italia, mi ha colpito il fatto che in una frase ha ripetuto per ben tre volte la parola Italia e in un’altra per due volte la parola guerra. Come mai?
Amalia Meccol

La lingua italiana disapprova la cacofonia delle parole ripetute nello stesso periodo o, addirittura, nello stesso paragrafo. La lingua inglese invece tollera le ripetizioni. Per quanto mi concerne cerco di evitarle, ma senza farne un questione di principio. Le regole linguistiche devono lasciare un margine di libertà e la chiarezza è preferibile a una formale eleganza.
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 17/10/2015).

Anglicismi / 1

Invito ai politici

Caro Romano, poiché la legge non ammette ignoranza, credo che la prima preoccupazione di ogni legislatore, dovrebbe essere quella della comprensione dei suoi contenuti dal maggior numero di persone. Considerando che la gran parte della popolazione del nostro Paese è anziana e non ha nemmeno una conoscenza scolastica dell’inglese, non sarebbe il caso che i politici smettessero di parlare di «spendingreview«, di «welfare», di «job Act» e di «stepchild adoption», e si esprimessero in italiano per dare a tutti la possibilità di capire?
Liliana Bido

Ben detto. Trasmetto volentieri ai responsabili
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 23/10/2015)

Anglicismi / 2

Parole oscure

Il governo ha inviato a Bruxelles il «Draft budgetary plan». Il «Draft budgetary plan» è forse il bilancio preventivo dello Stato?
Mario Scarbocci
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 23/10/2015).

Uso dell’italiano

Popoli di lingue diverse

Caro Romano, a Bruxelles e a Strasburgo si va a nozze con l’inglese, il tedesco e il francese, mentre l’italiano sembra registrare un autentico flop. Per contro, negli Stati Uniti è cresciuto notevolmente il suo interesse, tanto da diventare «lingua due», ossia da apprendere successivamente a quella materna. Una proposta: perché non spalleggiare meglio la nostra lingua e indire a livello europeo «la giornata del dolce sì»?
Carlo Radollovich , carlo.radollovich@libero.it

L’importanza di una lingua sul piano internazionale è misurata soprattutto dalla sua capacità di essere veicolare, vale a dire adatta a consentire la comunicazione fra persone che parlano lingue diverse. In questa prospettiva le lingue internazionali oggi sono, nell’ordine, l’inglese, lo spagnolo e il francese. Le altre hanno soprattutto una importanza regionale. L’italiano è lingua di cultura, vale a dire necessaria per coloro che vogliono approfondire la letteratura, le arti e la musica nate nella Penisola. Ma non è veicolare se non in un ambito mediterraneo che si è andato progressivamente restringendo con il passare del tempo.
(Dal corriere.it/lettere-al-corriere, 30/10/2015).

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