Lettere.

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Il “civil servant” inglese e il “funzionario” italiano.

Caro Beppe, il termine inglese “civil servant” ha un certo prestigio. Il vocabolo italiano “funzionario” ne ha molto meno. Come mai? Seconda domanda: perché non prevedere una parentesi di servizio alla comunità, durante il quale ognuno può offrire le proprie competenze alla Pubblica Amministrazione?
Fabrizio Pravato , fabrizz64@gmail.com

Prima risposta: perché lo Stato, in Inghilterra, gode della stima della popolazione (anche se ha perso qualche punto nel post-Brexit). Seconda risposta: un funzionario ha obblighi di imparzialità. Se la Pubblica Ammistrazione italiana diventasse una porta girevole, considerato la nostra (in)sensbilità ai conflitti d’interesse, apriti cielo! Ci possono essere eccezioni – Diego Piacentini che si mette in aspettativa da Amazon per dirigere (gratuitamente!) l’innovazione digitale italiana – ma devono restare tali.
(Da italians.corriere.it, 5/9/2016).

Perché si riduce la scuola secondaria?

Caro Severgnini,
Il ministro dell’Istruzione ha proposto di ridurre la durata dei cicli scolastici, riducendo di un anno la durata dell’istruzione secondaria. Sul “Corriere” si plaude a quell’iniziativa.
A me pare assurda e senza alcuna logica. In una società che richiede sempre più formazione e competenze, si riduce l’istruzione secondaria e non quella primaria? Non avrebbe molto più senso ridurre di un anno l’istruzione primaria, magari unificando in un ciclo solo – e meglio strutturato – elementari e medie, e lasciare quella secondaria a cinque anni?
Negli anni ’30 molti bambini cominciavano la scuola senza parlare l’Italiano (solo il dialetto locale), senza aver probabilmente mai visto un libro, o tenuta in mano una penna o una matita. Ora (a parte forse di nuovo l’Italiano, vista l’involuzione a favore di parlate e accenti dialettali…), non è più così.
I bambini cominciano la scuola sicuramente con una maggiore padronanza della lingua, e di molti strumenti vecchi e nuovi (strumenti di scrittura, libri ed elettronica), ed è possibile procedere più speditamente di una volta.
Invece pare si voglia procedere a rovescio e continuare a danneggiare le possibilità degli studenti italiani nel panorama globale. Non è che per caso di nuovo si disegna una scuola a misura di impiego di insegnanti, e non per formare adeguatamente le prossime generazioni, in un contesto sempre più competitivo?
Luigi D. Sandon, cp@sandon.it
(Da italians.corriere.it, 9/9/2016).

“Succedano”!

Caro Beppe, ma come, perdi anche tu memoria della sacra lingua? Mi riferisco all’ultima parola della tua risposta all’AGCOM, (“Quei “servizi interattivi” a tradimento”, http://bit.ly/2cBdQpd ). Ma dove si è perso il congiuntivo presente? Ci sarebbe anche una forma condizionale, prima, nella tua frase… “Prima che le cose SUCCEDONO”? Aiuto! Capiamo dallo scivolare in corsa che la cosa ti ha innervosito assai, e che le mail di risposta, tu, le scriva in corsa. Ma il tuo ruolo pluridecennale di giornalista, non ti salva, ma ti obbliga, all’uso della buona lingua! “Succedano”! E solo “succedano”! Sono stati in questo blog presi in giro anche presidenti del Consiglio, per le più disparate forme castrate nella lingua parlata in eventi pubblici. La scrittura richiede riflessione, e la morte, nel mondo dei linotipisti, della rilettura è un fatto di cronaca. I giornalisti, come dici tu, per sopravvivere, nel WEB, devono avere qualcosa da dire. Per rimanere giornalisti lo devono sapere scrivere anche bene, perchè sennò potrebbero (e sottolineo potrebbero) bastare Enea, Matteo, Luca, Federica, Sara, Mario, Marinella… In un blog qualsiasi, occhio. Saluti, PS anche io avrei avuto un rigurgito acido, sul Devoto-Oli, dovrei dire, per verrtà di cronaca.
Federica Tommasi, Fedetomm@tin.it

Ho sbagliato. Per distrazione, ma non è un’attenuante. Non dobbiamo accettare che la fretta si trasformi (congiuntivo!) in sciatteria.
(Da italians.corriere.it, 12/9/2016).

Neologismi informatici dilaganti

Vi ricordate che un paio di giorni fa ho vomitato sullo Zanichelli a causa di “affordabile” ( http://bit.ly/2cHZK5f )? Bene, al peggio non c’è mai fine.
In azienda sono famoso perché cerco di evitare, per quanto mi sia possibile, tutti quei neologismi informatici che liberamente molti utilizzano, portando illegalmente parole inglesi in italiano. Siete pronti? Avete mangiato da almeno un paio d’ore? Avete lo stomaco vuoto? Eccovene alcuni: APGRADARE :1. v.t. attribuire un grado equivalente ad AP; 2. v.t. aggiornare [dall’inglese to upgrade]. APLODARE :1. v.i. approdare per un cinese; 2. v.t. caricare su q.sa [dall’inglese to upload]. BRODCASTARE :1. v.i. assaggiare il brodo; 2. v.t. trasmettere a tutti gli ascoltatori [dall’inglese to broadcast]. DATABEISABILE :1. agg. di insieme di informazioni aggevolemente introducibile in una base di data (Data Base). MEILARE :1. v.t. mandare un messaggio trmaite posta elettronica a q.no. OBSOLETIZZARE :1. v.i. fare il solletico lontano da q.no; 2. v.t. rendere obsoleto. Basta, non ce la faccio più neanche a scriverli, ed ho evitato altre storture (deployare, webexare). Questa sera, al ritorno dalla spesa, ho incrociato un furgone di una azienda di trasporti. Ho distrattamente letto il nome scritto sulle fiancate e, pochi secondi dopo, ho avuto un involontario giramento. Non di testa. (ndr DELIVERANDO).
Cesare G. Rossi, gimmewine@gmail.com
(Da italians.corriere.it, 19/9/2016).

Insegniamo il greco negli istituti tecnici!

Caro Bsev, Paolo Di Stefano nel suo commento su “Ciampi e il valore visionario della cultura umanistica” ( http://bit.ly/2cHoSJm ) usa l’esempio della luminosa carriera di Ciampi per sottolineare il valore ultraterreno del greco e del latino. L’argomentazione riflette quella classica che dall’analfabetismo diffuso tra gli afro-americani ne deriva l’inferiorità culturale. Di fatto ogni organizzazione elitaria della scuola ha in sé sempre l’autogiustificazione data dalla brillante carriera dei suoi allievi di élite. Infatti una scuola di élite ha per definizione al suo interno gran parte degli studenti più brillanti, più ambiziosi, più motivati e in genere provenienti da famiglie ”bene”, benestanti e/o colte. Anche i suoi professori sono i migliori e i più motivati. I risultati sono ovviamente molto superiori alla media. Da una formazione eccellente nel liceo classico alla Scuola Normale il passo è relativamente breve, e lì il pupillo trova i professori migliori su scala nazionale. Il risultato sarebbe lo stesso se invece di greco e latino, come base della formazione, si usassero scacchi e sudoku, o filosofia scolastica e teologia. Ovviamente nel caso italiano si ha il vantaggio che greco e latino permettono sempre, anche al bar, citazioni colte e incomprensibili per rimarcare le distanze. Comunque niente di male, se non accadesse che un paese non vive solo sugli ”eccellenti”, che spesso possono anche emigrare, ma sui ”medi”, che andranno in maggioranza nelle scuole ”fattizie”, gli istituti tecnici e professionali, o nelle facoltà più pratiche, e talora neanche termineranno gli studi. Ad essi nessuno chiederà la citazione in latino, ma è la loro qualità quella che soprattutto determinerà la qualità del paese. I valori ”visionari” non li riguardano, ma sarebbe bello potessero condividere gli stessi valori delle élite. E magari una considerazione non troppo inferiore e una formazione simile: insegniamo allora il greco anche negli istituti tecnici per avere operai e programmatori più ”visionari”?
Luigi Borzacchini, luigi.borzacchini@uniba.it
(Da italians.corriere.it, 19/9/2016).

Sardegna: Guspini e la “Rifiuteria Comunale”

Sono passati sette anni da questo scatto, ma la ”rifiuteria” di Guspini ( VS – Sardegna) c’è sempre, una verifica in loco l’ho fatta pochissimi giorni fa. Senza per questo che nessun cruscante si sia mosso per nobilitare il nuovo lemma facendolo assurgere alle cronache come è successo al celebre, e bruttissimo, “petaloso”. Con la differenza che “rifiuteria” è un termine che con tutta evidenza i 12.000 abitanti di Guspini usano da un bel po’.
Manuela Mori, manumori52@gmail.comù
(Da italians.corriere.it, 24/9/2016).

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