Lettera di Giorgio Pagano

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NON BREVEMENTE
Cari amici scusate il ritardo col quale posso rispondere ma come sapete la priorità assoluta e’ del Progetto europeo e gli 85 milioni necessari… in questi giorni ho realizzato e spedito un numero di Translimen! a oltre 33.000 soggetti e poi ho realizzato anche la prima sezione del nostro iperprofessionale corso di aggiornamento (70 pagine!!!) che ho spedito alla cinquantina di docenti finora iscritti (ciò come ben capirete ha prodotto circa 12 milioni di autofinanziamento). Se pensate poi che non sono un rimborsato dal Partito, mi pare che le oltre 12 ore giornaliere nelle quali sono stato occupato per produrre il quanto, mi scusino sufficientemente.
Ma veniamo al dunque:
1) So bene che esistono dei contatti Pr e UEA da diversi mesi, vedi anche partecipazione Pr a Praga, sapevo anche che tali contatti stavano continuando e che c’erano in previsione altri incontri. Pero’ quello che io ho posto in discussione non ha niente a che vedere con una generica informazione accennatami.
La questione e’ che quando e’ stato il momento dell’incontro nessuno ha detto nulla all’ERA mentre, quel che piu’ e’ grave, l’ERA risulta essere stata rappresentata da Perduca. Il quale per sua stessa ammissione sembra non aver aperto bocca o quasi. L’ERA invece di cose da dire ne avrebbe avute. E molte.
Che poi sia stato Perduca ad essere stato "messo in mezzo" involontariamente (come egli sembra dirci), rimane il fatto che accettando persino di comparire in una sorta di verbale ufficiale della riunione, di fatto agli occhi di chi legge quella sintesi dell’incontro, l’ERA risulta essere stata presente in forma ufficiale. E cio’ e’ falso.
Peraltro mi sembra poco credibile che Marino all’improvviso abbia fatto sapere a Marco Perduca di quell’incontro e strano mi sembra quindi l’atteggiamento di un Consigliere generale che, sapendo della mascalzonata che l’UEA ha combinato all’ERA (roba da denuncia per diffamazione: mi riferisco al punto dove parla di "non trasparenza" nella nostra gestione finanziaria) sul Progetto europeo, non abbia avuto la bench‚ minima sensibilita’ di informarne il segretario.

2) Intanto e’ successo che:
a) abbiamo saputo dalle lettere che il Direttore generale dell’UEA manda in giro, e dalle interviste che concede alle trasmissioni radiofoniche esperantiste internazionali, che l’Era (per non parlare di quel disgraziato del suo segretario) e’ vista come fumo negli occhi da alcuni dirigenti dell’UEA stessa, ma che il Pr si scusa spesso e volentieri con l’UEA sia per l’una che per l’altro.
Per quanto mi consta solo Busdachin e Dupuis hanno avuto contatti ufficiali con l’UEA. Ho evidenziato, tra il serio e il faceto, il grottesco della cosa anche in Conferenza Pr, ma, che mi risulti, ne’ Busdachin, ne’ Dupuis hanno sentito il bisogno di scrivere una lettera all’UEA di richiesta di un chiarimento su tali (false?) affermazioni del loro Direttore generale.
Questo cosa vuol dire? Forse che non sono affatto false.
b) come accennavo prima, a una semplice e bonarissima richiesta dell’ERA all’UEA di patrocinio del progetto europeo, non solo l’UEA lo ha negato (la’ dove un Capo di Stato invece ci ha scritto una lettera di encomio) ma addirittura su tale diniego ha fatto un comunicato stampa a tutte le testate giornalistiche e radiofoniche esperantiste preannunciando anche un fallimento in quel progetto dell’associazione RADICALE "esperanto". E, quindi, bloccando con tutta la sua autorita’ eventuali esperantisti che avrebbero invece voluto aiutare l’ERA a vincere questa scommessa.
(Ebbene proprio con questa UEA il Pr si incontra e conclude accordi. Per di piu’ giocando al "te lo avevo detto"!)
3) Se poi penso:
a) al machiavellico cinismo col quale Busdachin affermava (nell’ultimo incontro avuto con lui prima di quanto sopra saputo e accaduto): che questi problemi tra le due associazioni potevano tornare utili al Partito…
(Personalmente, invece, come ebbi a dire a Marino in quell’occasione, io ho sempre pensato, e penso, in termini di "famiglia" radicale).
b) che mesi e mesi orsono avevo offerto, inutilmente, al Segretario del Pr (sottolineando la mia piu’ assoluta NON richiesta di alcun eventuale rimborso) la mia piena collaborazione nella redazione di un Progetto di campagna esperantista del Partito per il 1996 (cosi’ come avevo fatto l’anno precedente).

Il quadro e’ chiaro.

Sorvolo, la battuta mi sarebbe fin troppo facile, sul "chi rappresenta chi".
Nella fattispecie, il contesto di una associazione democratica come e’ l’ERA, che democraticamente elegge i suoi rappresentanti, e’ inequivocabile e non si presta a battute di carattere pseudosolipsistico: siamo in politica e non stiamo facendo filosofia o psicanalisi.
E, politicamente, e’ accaduto quanto sottolineato.

Ricordo, infine, che il leader del partito, sia nel seminario di aprile che nell’occasione club di settembre ha sottolineato l’esigenza di costruire un progetto di campagna esperantista del Pr che entro l’anno X nel mondo e l’anno Y in Europa realizzi…
Qui, ancora, non solo non c’e’ alcun progetto del Pr (e a chi voleva costruirne uno gli si e’ detto di no), ma, addirittura, quando si prende una piccola iniziativa si nega a quell’associazione RADICALE che finora, in pieno isolamento (anche interno), ha maturato esperienze conoscitive e politiche (anche di carattere specialistico) di indiscusso valore, di intervenire con tutto il suo bagaglio di esperienza e conoscenza.




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