Lettera di Giorgio Pagano per difendere l’Esperanto all’Agenzia delle Entrate

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Roma, 03/08/2011
Lettera al Direttore de Il Sole 24 Ore e Pc Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera
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Gentile Direttore, in una lettera del 1 agosto un lettore si lamenta del fatto che il sistema di prenotazione dell’agenzia delle entrate è disponibile anche in Esperanto, chiedendosi chi l’abbia deciso, perché e quanto sia costato. Chiunque sia stato ad introdurre la Lingua Internazionale (detta Esperanto) nei totem dell’Agenzia delle Entrate ha fatto un’opera encomiabile e ha affrontato, forse per primo, una rivoluzione sempre più necessaria in un’economia europea a 23 lingue ufficiali e a rischio colonizzazione inglese.
Noi Radicali stiamo difendendo, con un impegno ribadito domenica scorsa anche da Marco Pannella a Radio Radicale, la difficile battaglia esperantista per i diritti umani, la pace, la democrazia linguistica.
Il sostegno dell’Agenzia delle Entrate nella diffusione della Lingua Internazionale, foss’anche solo come segnale di voler tutelare l’italiano e il 90% delle lingue del mondo che rischiano di estinguersi entro il secolo, è un apporto importante che merita il massimo di pubblicità.
Se il lettore si preoccupa dei costi, lo informo che la traduzione è stata gratuita, come tutte le operazioni esperantiste in quanto si tratta di una realtà autodidatta, che non ha dietro nessun potere forte e si adopera volontariamente in nome degli stessi ideali, più attuali di allora, che perseguiva Zamenhof 124 anni fa. L’Esperanto è gratis.
Se c’è davvero fra i lettori del Sole 24 Ore qualcuno interessato ai costi della comunicazione linguistica, farebbe meglio a documentarsi su quelli dell’inglese, visto che i Paesi non anglofoni dell’UE spendono 350 miliardi di euro l’anno (pari al 3% del Pil dell’intera UE) per comunicare solo in inglese, con il risultato di farne risparmiare 18 alla Gran Bretagna che, dal 2004, ha abolito la lingua straniera obbligatoria nelle scuole, dato che tutti devono spendere per imparare la loro. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, a dispetto dei commenti di persone che si preoccupano di quanto spende lo Stato per le traduzioni gratuite in Esperanto, invece di pensare ai 60 miliardi annui che l’Italia regala al British Council a fondo perduto, deve essere orgoglioso di essere stato il primo, dopo il Santo Padre che da 17 anni lo utilizza, a farsi promotore della lingua della nonviolenza, delle pari opportunità e del dialogo fra i popoli.
A lui e all’Agenzia delle Entrate va il nostro plauso oggi e il riconoscimento domani, quando l’Esperanto sarà LA lingua internazionale, perché i popoli non anglofoni si renderanno conto dell’impossibilità di continuare a mantenere sulle proprie spalle, perdendo la propria identità, governi che propagandano il genocidio linguistico-culturale con l’imposizione della lingua dominante.
Come radicali abbiamo nella nostra storia il DNA dei cambiamenti sociali e innovativi del Paese. E’ bene che i giovani, le parti sociali, tutti, sappiano che l’Esperanto è tra i primi della lista di questo decennio. La costruzione (se non ora, quando?) degli Stati Uniti d’Europa lo impone.

Giorgio Pagano
Segretario Associazione Radicale Esperanto




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