Lettera aperta ai parlamentari europei radicali.

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Ecco il testo della lettera con cui una funzionaria italiana presso la Commissione, vicina all’area, ha risposto a Olivier e a tutti i parlamentari radicali circa l’interrogazione sull’ “AFFAIRE THICH QUANG DO”.

Lapo

Quote:

Caro Olivier, anche le istituzioni europee violano le proprie leggi ( Trattati e altro ) sulla questione linguistica, la Commissione è carente su questo tema ma nessuno si muove.

Presto i cittadini di tutta Europa saranno come gli Indiani e tutti gli altri popoli colonizzati del mondo, costretti a parlare una lingua che non è la loro.

In queste condizioni, non posso occuparmi del Vietnam perché “la maison brûle et il faut avant tout penser à sauver les meubles”. Tu non fai che occuparti della

democrazia in Vietnam ma della democrazia in Europa chi se ne occupa? Il fatto che l’Europa stia diventando una colonia anglo-americana mi pare ancor più tragico di quello che succede in Vietnam anche perché se l’Europa scompare come soggetto politico chi potrà mai più aiutare tutti i Vietnam del mondo?

Capisco che è molto più facile e meno scomodo occuparsi del Vietnam che di mettere le mani in un vespaio come quello delle lingue che dispone di centri di potere e di

promotori potentissimi, dentro e fuori l’Europa, ma si tratta della sopravvivenza della nostra identità individuale e collettiva, che non ha prezzo.

Aspetto dunque un’azione sulle lingue e sulla cultura d’Europa.

Anna Maria Campogrande


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