L’etimo, la forza delle parole da riscoprire.

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Passioni e solitudini di Alessandra Graziottin.

L’etimo, la forza delle parole da riscoprire.

Un gioco divertente? Riscoprire l’etimo, l’origine di una parola. E’ facilissimo, con Internet disponibile ovunque. E’ un’archeologia del linguaggio per pochi bizzarri? No. E’ un gioco appassionante già per se stessi: trovi un etimo singolare, o inatteso e sorprendente, e parte immediatamente il cervello associativo, l’emisfero destro, dove volano la creatività, le emozioni della lingua materna, la visione prelogica e intuitiva del mondo. Le parole sono mantra: “strumenti del pensiero”. Hanno una straordinaria potenza intrinseca, smarrita nella banalità, nell’insipienza, nella superficialità del parlare quotidiano.
Riscoprire l’etimo di una parola è divertente con gli amici, soprattutto se si prende un tema stuzzicante: che sia l’amore, l’erotismo, un comportamento, un vizio o una virtù. E’ prezioso con i figli, se si riesce ad appassionarli ad usare l’italiano, splendida lingua, come uno strumento raffinato e potente per esprimersi ed esistere consapevolmente nel mondo. E’ difficile imparare bene una lingua straniera, se non si conosce bene la propria. Per le lingue romanze, o neolatine, principali: spagnolo, francese, portoghese, catalano, rumeno, affini all’italiano, conoscere l’etimo velocizza l’apprendimento, aumenta la varietà del lessico, entusiasma per la pregnanza nella scelta accurata delle parole. Per le lingue anglosassoni, inglese, tedesco, olandese e le scandinave, l’uso di parole con etimo greco o latino dà subito al linguaggio una connotazione colta ed elegante. Conoscere l’etimo aumenta l’incisività, la profondità, la varietà, l’espressività, il colore delle parole, arricchendo la logica della lingua paterna. Veste con accuratezza i pensieri e li rende limpidi, efficaci, penetranti. A volte indimenticabili…
(Da ilgazzettino.it/blog, 25/8/2015).

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