L’ERA protesta contro le dichiarazioni del Presidente della Crusca al Convegno sul multilinguismo nell’Ue

Posted on 30 marzo 2007 in Politica e lingue 7 vedi

Oggetto: Formale protesta alla Rappresentanza in Italia della Commissione circa le dichiarazioni del Presidente dell’Accademia della Crusca al Convegno Il ruolo del multilinguismo nella comunicazione con i cittadini dell’Ue   organizzato dall’Ambasciata di Romania in Italia il 23 marzo 2007. 

Con la presente l’Era Onlus – Associazione per la democrazia linguistica – esprime la più viva e ferma protesta nei confronti delle dichiarazioni espresse da Francesco Sabatini (Presidente dell’Accademia della Crusca)” durante l’incontro, che si è tenuto presso l’Accademia di Romania, sul tema “Il ruolo del multilinguismo nella 30comunicazione con i cittadini dell’Ue”.

Riteniamo che un rappresentante di un Istituto nazionale per la promozione della lingua italiana non possa affermare una rassegnazione nei confronti dell’inglese tale da proclamarne di diritto, in tal senso, della sua valenza di lingua “franca”.

A tal proposito il presidente dell’Accademia della Crusca ha dichiarato: “L’uso delle lingue per il lavoro interno nelle varie istituzioni europee deve certamente rispondere a criteri di semplicità e di economia. L’uso dell’inglese come lingua di lavoro fondamentale è una necessità da riconoscere pienamente. L’accettazione accanto all’inglese di altre pochissime lingue non risponde invece a criteri pratici, ma crea soltanto privilegi perché induce il pubblico esterno a credere che le lingue da conoscere per lavorare negli uffici dell’Unione Europea siano quelle tre e non altre”.

L’Era ribatte che, usando l’inglese come lingua di lavoro:

  1. si concede ai cittadini dei paesi anglofoni un mercato notevole in termini di materiale pedagogico, di corsi di lingua, di traduzione e interpretazione verso l’inglese, di competenza linguistica nella redazione e la revisione di testi, eccetera.
  2. i madrelingua inglese non devono mai investire tempo o danaro per tradurre i messaggi che trasmettono o desiderano comprendere.
  3. i madrelingua inglese non hanno un reale bisogno di imparare altre lingue e ciò si traduce, per i paesi anglofoni, in un risparmio enorme, a cominciare dalle spese di istruzione. L’economista svizzero François Grin stima che il fatto che siano gli altri ad apprendere la lingua inglese fa risparmiare al solo sistema della pubblica istruzione anglo-americano intorno ai 18 miliardi di euro all’anno.
  4. tutte le risorse finanziarie e temporali che non vengono dedicate all’apprendimento delle lingue straniere, possono essere investite nello sviluppo, nella ricerca e nell’insegnamento/apprendimento di altre discipline.
  5. anche se i non-anglofoni compiono un considerevole sforzo per imparare l’inglese, non riescono mai, salvo eccezioni, ad avere un grado tale di padronanza che possa loro garantire l’uguaglianza di fronte ai madrelingua: a) uguaglianza nella comprensione, b) uguaglianza nei casi di presa di parola in un dibattito pubblico, c) l’uguaglianza nelle negoziazioni e nei conflitti.
  6. A ciò va aggiunta la discriminazione che già ora si è venuta a creare nelle assunzioni, tra cittadini europei anglofoni dalla nascita e non. Infatti sono centinaia e centinaia gli annunci economici che, a livello europeo, offrono lavoro con il requisito: English mother tongue (di madre lingua inglese) oppure English native speakers (di lingua inglese dalla nascita). Con la conseguenza che cittadini europei pur con un’ottima conoscenza dell’inglese vengono discriminati e non possono essere assunti. Ciò accade persino da parte di organismi europei finanziati in tutto o in parte dalla Commissione europea e/o imprese private che hanno rapporti di lavoro con la stessa.

Riteniamo che, ogni qual volta siano disponibili spazi di discussione a valenza politica, sia assolutamente essenziale accertarsi preventivamente se la persona che vi partecipa abbia interesse a difendere ad oltranza i principi ispiratori della Costituzione Italiana primo fra tutti quello della democrazia; nella fattispecie linguistica.

Riteniamo che, per trovare una soluzione concreta ed equa al problema linguistico, per valorizzare il multilinguismo e combattere il genocidio delle lingue minori, andrebbe convocata al più presto una Conferenza Internazionale sulle lingue. Esigiamo dei concreti interventi risolutivi, sia dal mondo istituzionale che da quello accademico, per combattere l’attuale colonizzazione linguistica che rischia di peggiorare il già avviato impoverimento delle lingue.

Il Segretario, Giorgio Pagano

Roma, 29 marzo 2007




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