L’ERA a Montecatini contro la colonizzazione anglofona delle scuole italiane.

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Students, in English please!

E’ fissata per domani mattina, 14 Gennaio, una manifestazione di protesta davanti al liceo scientifico di Montecatini Terme contro il preside dell’istituto che, da qualche mese a questa parte, tiene i colloqui con i propri studenti in inglese.

Nell’ottobre scorso, lo stesso dirigente aveva siglato una circolare in cui si legge che gli incontri in presidenza devono avvenire parlando in lingua inglese per abituare i ragazzi all’uso della lingua straniera.

L’Associazione radicale Esperanto (Era), è la promotrice della manifestazione ed il suo segretario Giorgo Pagano, ha dichiarato che “Va sostenuto l’uso della lingua italiana in tutti gli ambiti come forte elemento di coesione sociale”.

La trovata del preside di Montecatini richiama l’iniziativa di una scuola comasca che ha aderito, proprio in questi giorni, al progetto Ebe, acronimo inglese che sta per “insegnamento bilingue precoce, che prevede che dal prossimo settembre, gli alunni che frequenteranno la prima classe, sentiranno parlare gli insegnanti di geografia, arte, scienze e motoria esclusivamente in lingua inglese.

La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonarda Spagnolo di Lora, dichiara che “Ci sono già state delle sperimentazioni in Spagna e hanno dimostrato che l’impatto è assolutamente positivo non solo per quel che riguarda le competenze linguistiche, ma sull’apprendimento nel complesso. Il metodo consente di sviluppare al massimo le potenzialità del bambino e gli dà un bagaglio doppio, è un approccio di tipo globale che lo apre al mondo”.

Sicuramente abituare i ragazzi a colloquiare in inglese è un ottimo espediente per consolidare la conoscenza del lessico, e soprattutto abituare i giovani italiani al bilinguismo, visto che in tutti i paesi europei anche i più piccoli conoscono almeno due lingue, però è anche vero che, è spesso complicato conversare speditamente in una lingua che non è la propria, trovando giusti costrutti e idonei vocaboli, soprattutto se oggetto della discussione è una questione che richiede una soluzione impellente.

Quindi si alla conversation in inglese ma, in alcune circostanze, vale la sollecitazione del “parla come mangi”.

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http://www.votailprof.it/Blog/Scuola-e-Universita/Students-in-English-please!-163993[addsig]




4 Commenti

Anonimulo
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E’ fissata per domani mattina, 14 Gennaio, una manifestazione di protesta davanti al liceo scientifico di Montecatini Terme contro il preside dell’istituto che, da qualche mese a questa parte, tiene i colloqui con i propri studenti in inglese.<br /><br />
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Nell'ottobre scorso, lo stesso dirigente aveva siglato una circolare in cui si legge che gli incontri in presidenza devono avvenire parlando in lingua inglese per abituare i ragazzi all'uso della lingua straniera.<br /><br />
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L'Associazione radicale Esperanto (Era), è la promotrice della manifestazione ed il suo segretario Giorgo Pagano, ha dichiarato che “Va sostenuto l'uso della lingua italiana in tutti gli ambiti come forte elemento di coesione sociale”.<br /><br />
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La trovata del preside di Montecatini richiama l’iniziativa di una scuola comasca che ha aderito, proprio in questi giorni, al progetto Ebe, acronimo inglese che sta per “insegnamento bilingue precoce, che prevede che dal prossimo settembre, gli alunni che frequenteranno la prima classe, sentiranno parlare gli insegnanti di geografia, arte, scienze e motoria esclusivamente in lingua inglese.<br /><br />
La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonarda Spagnolo di Lora, dichiara che “Ci sono già state delle sperimentazioni in Spagna e hanno dimostrato che l’impatto è assolutamente positivo non solo per quel che riguarda le competenze linguistiche, ma sull’apprendimento nel complesso. Il metodo consente di sviluppare al massimo le potenzialità del bambino e gli dà un bagaglio doppio, è un approccio di tipo globale che lo apre al mondo”.<br /><br />
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Sicuramente abituare i ragazzi a colloquiare in inglese è un ottimo espediente per consolidare la conoscenza del lessico, e soprattutto abituare i giovani italiani al bilinguismo, visto che in tutti i paesi europei anche i più piccoli conoscono almeno due lingue, però è anche vero che, è spesso complicato conversare speditamente in una lingua che non è la propria, trovando giusti costrutti e idonei vocaboli, soprattutto se oggetto della discussione è una questione che richiede una soluzione impellente.<br /><br />
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Quindi si alla conversation in inglese ma, in alcune circostanze, vale la sollecitazione del "parla come mangi".<br /><br />
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Redazione Forum
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Nell'ottobre scorso, lo stesso dirigente aveva siglato una circolare in cui si legge che gli incontri in presidenza devono avvenire parlando in lingua inglese per abituare i ragazzi all'uso della lingua straniera.<br /><br />
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L'Associazione radicale Esperanto (Era), è la promotrice della manifestazione ed il suo segretario Giorgo Pagano, ha dichiarato che “Va sostenuto l'uso della lingua italiana in tutti gli ambiti come forte elemento di coesione sociale”.<br /><br />
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La trovata del preside di Montecatini richiama l’iniziativa di una scuola comasca che ha aderito, proprio in questi giorni, al progetto Ebe, acronimo inglese che sta per “insegnamento bilingue precoce, che prevede che dal prossimo settembre, gli alunni che frequenteranno la prima classe, sentiranno parlare gli insegnanti di geografia, arte, scienze e motoria esclusivamente in lingua inglese.<br /><br />
La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonarda Spagnolo di Lora, dichiara che “Ci sono già state delle sperimentazioni in Spagna e hanno dimostrato che l’impatto è assolutamente positivo non solo per quel che riguarda le competenze linguistiche, ma sull’apprendimento nel complesso. Il metodo consente di sviluppare al massimo le potenzialità del bambino e gli dà un bagaglio doppio, è un approccio di tipo globale che lo apre al mondo”.<br /><br />
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Sicuramente abituare i ragazzi a colloquiare in inglese è un ottimo espediente per consolidare la conoscenza del lessico, e soprattutto abituare i giovani italiani al bilinguismo, visto che in tutti i paesi europei anche i più piccoli conoscono almeno due lingue, però è anche vero che, è spesso complicato conversare speditamente in una lingua che non è la propria, trovando giusti costrutti e idonei vocaboli, soprattutto se oggetto della discussione è una questione che richiede una soluzione impellente.<br /><br />
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Nell'ottobre scorso, lo stesso dirigente aveva siglato una circolare in cui si legge che gli incontri in presidenza devono avvenire parlando in lingua inglese per abituare i ragazzi all'uso della lingua straniera.<br /><br />
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La trovata del preside di Montecatini richiama l’iniziativa di una scuola comasca che ha aderito, proprio in questi giorni, al progetto Ebe, acronimo inglese che sta per “insegnamento bilingue precoce, che prevede che dal prossimo settembre, gli alunni che frequenteranno la prima classe, sentiranno parlare gli insegnanti di geografia, arte, scienze e motoria esclusivamente in lingua inglese.<br /><br />
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Sicuramente abituare i ragazzi a colloquiare in inglese è un ottimo espediente per consolidare la conoscenza del lessico, e soprattutto abituare i giovani italiani al bilinguismo, visto che in tutti i paesi europei anche i più piccoli conoscono almeno due lingue, però è anche vero che, è spesso complicato conversare speditamente in una lingua che non è la propria, trovando giusti costrutti e idonei vocaboli, soprattutto se oggetto della discussione è una questione che richiede una soluzione impellente.<br /><br />
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Nell'ottobre scorso, lo stesso dirigente aveva siglato una circolare in cui si legge che gli incontri in presidenza devono avvenire parlando in lingua inglese per abituare i ragazzi all'uso della lingua straniera.<br /><br />
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L'Associazione radicale Esperanto (Era), è la promotrice della manifestazione ed il suo segretario Giorgo Pagano, ha dichiarato che “Va sostenuto l'uso della lingua italiana in tutti gli ambiti come forte elemento di coesione sociale”.<br /><br />
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La trovata del preside di Montecatini richiama l’iniziativa di una scuola comasca che ha aderito, proprio in questi giorni, al progetto Ebe, acronimo inglese che sta per “insegnamento bilingue precoce, che prevede che dal prossimo settembre, gli alunni che frequenteranno la prima classe, sentiranno parlare gli insegnanti di geografia, arte, scienze e motoria esclusivamente in lingua inglese.<br /><br />
La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonarda Spagnolo di Lora, dichiara che “Ci sono già state delle sperimentazioni in Spagna e hanno dimostrato che l’impatto è assolutamente positivo non solo per quel che riguarda le competenze linguistiche, ma sull’apprendimento nel complesso. Il metodo consente di sviluppare al massimo le potenzialità del bambino e gli dà un bagaglio doppio, è un approccio di tipo globale che lo apre al mondo”.<br /><br />
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Sicuramente abituare i ragazzi a colloquiare in inglese è un ottimo espediente per consolidare la conoscenza del lessico, e soprattutto abituare i giovani italiani al bilinguismo, visto che in tutti i paesi europei anche i più piccoli conoscono almeno due lingue, però è anche vero che, è spesso complicato conversare speditamente in una lingua che non è la propria, trovando giusti costrutti e idonei vocaboli, soprattutto se oggetto della discussione è una questione che richiede una soluzione impellente.<br /><br />
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