L’ERA a Bratislava: creiamo un Comitato per la Democrazia linguistica

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A BRATISLAVA L’ERA PROPONE LA CREAZIONE DI UN COMITATO PER LA DEMOCRAZIA LINGUISTICA ED I DIRITTI LINGUISTICI IN EUROPA.

Il 24 e 25 Novembre si è tenuta a Bratislava la Conferenza Prospettive delle politiche linguistiche e dei diritti linguistici nell’Unione Europea, organizzata dalla House of Europe, sotto gli auspici del Vice Primo Ministro del Governo Slovacco, Dušan Čaplovič, ed in cooperazione con il Parlamento Europeo ed il Commissario Europeo all�Istruzione, la Cultura ed il Multilinguismo, Ian Figel.

Tra i partecipanti, i rappresentanti dei Governi di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, la Parlamentare Europea MaÅ‚gorzata Hanzlik, la Parlamentare Lettone ed ex Ministro dell’Istruzione Ina Druviete, il Professore Robert Philipson della Business School of Copenhagen ed il Professore Hugo Baetens Beardsmore dell’Università di Bruxelles.

Nel corso della due giorni sono emersi molti dei problemi legati all’attuale situazione linguistica dell’Unione Europea, in particolare èstato denunciato che grazie al ruolo dell’inglese di lingua di lavoro fissa le decisioni nei consessi istituzionali sono prese sempre dagli anglofoni madrelingua, e di conseguenza le politiche implementate sono molto spesso quelle che vogliono Stati Uniti ed Inghilterra. Ad esempio, si è ricordato che nel corso delle trattative per l’ingresso nell’Unione Europea la francofona Romania è stata costretta dalla Commissione ad accettare solo l’inglese come lingua di lavoro. Ma anche laddove il multilinguismo dovrebbe essere la regola, come nel Parlamento Europeo, il ritardo con cui vengono rilasciati i documenti nelle altre lingue, e specialmente quelle dei paesi dell’Est, impedisce di fatto di svolgere il proprio lavoro correttamente a tutti i parlamentari non anglofoni.

Il Vice-Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Lapo Orlandi, che è stato invitato a fare un intervento nel quadro della principale sessione della Conferenza – ïl Quale l’impatto della globalizazzione, europeizazzione e dell’espansione dell’inglese sul mantenimento della diversità linguistica e delle lingue nazionali ha ricordato il fallimento delle politiche linguistiche in favore del multilinguismo, il ruolo della globalizzazione nell’imporre l’inglese come lingua egemone, la necessità di rispondere a tale esigenza di semplificazione della comunicazione in Europa e nel mondo con un Euro linguistico, una lingua federale e neutra in grado di liberare le energie di cittadini, lavoratori, imprenditori, consumatori e ricercatori. Il Vice-Segretario ha anche lanciato la proposta di costituire un Comitato per la democrazia linguistica in Europa con rappresentanti di Governi, amministrazioni, organizzazioni politiche e mondo accademico per promuovere iniziative concrete quali la definizione di un budget in ogni stato membro per la promozione dei diritti linguistici, l’istituzione di una sorta di Antitrust Europeo delle lingue, ad esempio utilizzando la procedura di infrazione per contestare posizioni monopolistiche derivanti dall’egemonia linguistica, o l’introduzione dell’esperanto come lingua straniera nella scuola in quanti più Stati Membri possibile.

Voglio ringraziare gli organizzatori slovacchi, ha dichiarato Lapo Orlandi  per avere voluto riunire alcuni trai maggiori esperti europei di diritti linguistici e di politiche linguistiche ed anche per la loro apertura sulla Lingua Internazionale. Purtroppo, le barricate alzate degli altri Governi presenti, impauriti di chiamare col suo nome il colonialismo linguistico anglo-americano, rischiano ora di produrre il topolino di un documento conclusivo di sintesi invece che di un vero e proprio documento di Raccomandazioni. Occorre quindi subito rilanciare sul Comitato per la Democrazia Linguistica ed i Diritti Linguistici in Europa, cominciando da chi è disponibile, per arrivare entro la prossima primavera, in concomitanza col 50 anniversario del Trattato di Roma, ad un Seminario preparatorio per una prima Conferenza Europea delle lingue.




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