L`effetto contagio non passa più da Atene

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L`effetto contagio non passa più da Atene

Dinanzi al sempre più probabile fallimento della Grecia, i mercati hanno reagito come se nulla fosse: i titoli di Stato sono addirittura migliorati, come si può capire dai rendimenti dei Btp scesi di una manciata di centesimi, e le borse hanno subìto solo limature e per lo più indotte dalla debolezza di Wall Street. A sentire Riccardo Barbieri, capo economista di Mizuho Bank, un poco invece importa ai mercati che, «altrimenti sarebbero ancora,migliori».
In ogni caso, la Grecia non farebbe più tanta paura, essendo incapace a questo punto di rappresentare una fonte di contagio. Gli unici allarmi si son sentiti da qualche investitore americano il quale, o per non aver dismesso del tutto l`idea di affondare l`euro o per cercare qualche pretesto per metter fine a un rialzo di Wall Street che l`ha deltutto spiazzato, tenta di evocare lo spettro di LehmanBrothers.
Ma la Grecia non è Lehman: perché il suo eventuale fallimento si agita da oltre un anno, e per questo i mercati hanno già predisposto le difese; perché l`ammontare delle perdite sarebbe di gran lunga inferiore a quello della ex banca d`affari Usa. Infine, perché da mesi è stata l`Italia lavera occasione della speculazione per attaccare la zona euro: occasione che adesso pare esser venuta meno, un po` in virtù del nuovo corso politico interno, un po` per la politica monetaria non convenzionale della Bce.
La Grecia ha poco più di350 miliardi di debiti (circa 400 quelli di Lehman) in titoli emessi per oltre il 90% con le regole del Paese (ilmancato rimborso non aprirebbe lunghi e dolorosi contenziosi) e in prevalenza collocati all`estero: cosicchèprivati e istituzioni domestiche detengono non più di un centinaio di miliardi. La Bce ha acquistato titoli per 50 miliardi e poco più di 200 sono in mano a banche e istituzioni in gran parte europee, le quali, sulla possibilità di vederseli interamente rimborsare, cí hanno messo un pietra sopra.
Tutte le banche hanno da tempo svalutato quei debiti al Sodo. Molte sono già arrivate al 70-75%.
Secondo le stime di Bank of America, nei portafogli delle banche tedesche sono rimaste solo briciole del debito greco e le più esposte sarebbero le francesi che, nell`ipotesi di una ristrutturazione al 75%, perderebbero circa 800 milioni (445 la sola Bnp).
Immaginando che non si vedano restituire un centesimo, il sistema bancario francese subirebbe perdite complessive per oltre 2 miliardi, e non ne farebbe un dramma. Quanto ai Cds esistenti, va notato che le posizioni aperte nette non supererebbero i 3,4 miliardi. A rimetterci di più sarebbe la Bce che ha in pancia titoli (50 miliardi nominali) pagati circa 38 miliardi.
Considerando che i bond greci sopra i due anni quotano poco più di 20 centesimi, la banca centrale già perde 28 miliardi. Dovesse fallire Atene, perderebbe gli altri io.
Draghi vedrebbe azzerato il valore dell`intera quota, ma si consolerebbe con le plusvalenze (virtuali) sui titoli di Stato italiani, spagnoli e degli altri Paesi acquistati negli ultimi 3 mesi.

WALTER RIAITI
Il Sole 24 Ore, pag 11
7/02/2012




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