Le regole violate dall’Europarlamento

Posted on in Europa e oltre 5 vedi

Le regole violate dall'Europarlamento

Il caso di fare un commento più preciso e a freddo dell'ultima seduta del Parlamento europeo del 22 aprile scorso prima delle elezioni di giugno: si tratta di una pagina nera del parlamentarismo europeo quella consumatasi a Strasburgo con la votazione «dimezzata» sulla libertà d'informazione. L'occasione per una riflessione fondata e completa sul pluralismo dei media in Europa è stata trasformata in un proditorio atto di accusa all'Italia, dove non vi sarebbe libertà di informazione attraverso una plateale violazione delle regole parlamentari che non ha precedenti nella storia del Parlamento europeo. La votazione del Rapporto Boogerd-Quaak è stata infatti viziata da tante ambiguità sostanziali e procedurali da renderlo inutilizzabile sul piano politico e non convincente sul piano dei contenuti. Per ottenere una condanna politica di Berlusconi da usare a fini elettorali, la sinistra europea ha infatti convinto il Presidente del Parlamento Europeo Pat Cox a impedire la discussione di 338 emendamenti del Gruppo Ppe, regolarmente depositati e considerati ricevibili, finalizzati ad una discussione a 360 gradi imposta dalla complessità stessa del tema in esame. Si tratta di una decisione che in base all'articolo 130 del regolamento del Parlamento Ue non poteva essere assunta; la norma prevede infatti la votazione prima degli emendamenti e poi del testo unico, mentre il Presidente Cox ha invertito l'ordine della votazione, annullando di fatto il confronto assembleare. Questa facoltà mai esercitata prima è consentita solo in casi del tutto particolari ed eccezionali, non certo per la votazione su uno studio incompleto e parziale (il rapporto esamina solo 8 Paesi su 25) e che sarà presentato in forma completa solo a giugno prossimo. E stata fatta questa votazione parziale solo per alimentare la polemica elettorale in Italia. 1 gruppi europei di sinistra strumentalizzati da Rutelli e dalla sinistra italiana si sono prestati a rendere questo servigio contro l'Italia, ma il sospetto di malafede da parte di Cox è reso più concreto sia dalla sua volontà di non percorrere altre strade intermedie su cui si sarebbe trovata sicuramente una convergenza, come ad esempio il voto per appello nominale, sia dalle posizioni espresse in precedenza e che contraddicono il suo operato. Era stato lo stesso Cox, il 19 aprile scorso, a prendere atto che «alcune parti del rapporto necessitano modifiche in modo da rispettare pienamente la pratica parlamentare e le nostre regole interne». Dopo una settimana, ha fatto tutto il contrario. Appare dunque chiara sia l'avvenuta negazione del ruolo super partes proprio del Presidente dell'Assemblea, sia la gravità della violazione delle regole di voto che rende necessaria al più presto una pronuncia della Corte di Giustizia Europea. Nati c'è dubbio che ogni Regolamento parlamentare contiene norme che danno poteri e funzioni al Presidente dell'Assemblea per organizzare bene i lavori, ma sta al Presidente anteporre il rispetto delle regole della democrazia e tenere conto di tutti i gruppi presenti. In questo caso il Presidente del Parlamento non ha rispettato né i diritti della maggioranza né della minoranza annullando il «potere» di presentare emendamenti che è la regola elementare e il diritto indistruttibile del parlamentare. Da parte del Gruppo Ppe e Uen si è reagito a queste strumentalizzazioni non partecipando al voto per motivi sia di principio che politici. Sul primo rilievo, infatti, nulla è più lontano dal popolarismo della negazione del confronto dialettico attraverso l'arbitraria alterazione delle procedure poste a garanzia del dibattito parlamentare, sul piano sostanziale, l'intento della sinistra non era certamente rivolto all'approfondimento del pluralismo dei media europei, ma ad un attacco a Berlusconi nell'imminenza delle elezioni. Con il tentativo, inoltre, di rendere ingombrante la posizione del Presidente del Consiglio italiano per il Ppe. In realtà, la strumentalizzazione della sinistra, e le sue intollerabili violenze verbali hanno consolidato ancora di più la coesione tra Forza Italia ed il Ppe. La mossa della sinistra era dunque quella di attaccare Berlusconi e cercare di dividere il Ppe: in realtà si è ottenuto l'effetto contrario perché Berlusconi ha unito ancor di più il Ppe attorno a Forza Italia. Continua l'odio che la sinistra mostra di nutrire per Berlusconi e la strumentalizzazione che fa del Parlamento europeo fino a violare le regole democratiche per ottenere un voto inutile ed una misera risoluzione da sbandierare in campagna elettorale.


il Giornale 27.04.2004 p 14
di GIUSEPPE GARGANI

[addsig]



0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.