Furti di libri antichi: le nostre radici, la nostra cultura vengono saccheggiate nel silenzio perché ritenute subalterne a quelle anglobane.

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«Sembra non interessare a nessuno il saccheggio indiscriminato a fini lucrativi e di scambio di alcuni fra i volumi che hanno edificato la nostra conoscenza e la nostra civiltà. Nessuno se ne interessa o fa niente: l’ennesimo tassello sulla via della rovina della nostra cultura passa semplicemente sotto silenzio. Il motivo è che ormai l’unica cultura che ci si preoccupa di promuovere e salvaguardare non è più la nostra, bensì quella anglo-americana, quella, cioè, dei nostri colonizzatori». Così Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, commenta l’inchiesta di Repubblica sui furti di libri antichi che avvengono quotidianamente nel nostro Paese. «È una vergogna che pergamene, pagine miniate e antichi volumi vengano sottratti in tutta tranquillità da alcune fra le più antiche e famose biblioteche d’Italia senza che nessuno si preoccupi di arrestare questo scempio – prosegue Pagano -. Invece d’escogitare sempre nuove modalità d’asservimento a quello che Churchill chiamava ‘impero della mente’, al punto che nell’Università pubblica italiana l’insegnamento in inglese si sta sostituendo a quello in italiano, dovremmo preoccuparci di difendere e valorizzare a livello mondiale l’inestimabile patrimonio della nostra cultura e delle opere grazie ad essa realizzate», conclude il Segretario dell’Era.




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