Le lingue di Renzi.

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A Bruxelles la sorpresa di Renzi è l’inglese, ora è “fluent”.

di Askanews.

E’ stata una delle sorprese della giornata, oggi a Bruxelles: per parlare della chiusura “europea” della campagna per le primarie del Pd, l’ex premier Matteo Renzi aveva convocato una conferenza stampa invitando, oltre ai corrispondenti italiani, anche una parte dei media di altri paesi. Suscitando una certa sorpresa fra i connazionali, memori delle mediocri prove da lui date nella lingua di Shakespeare quando era premier, Renzi ha pronunciato il suo discorso introduttivo in un discreto inglese (i britannici lo definirebbero “fluent”), senza esitazioni e balbettii, e con una pronuncia decente, nonostante il forte accento italiano. Inevitabile pensare che l’ex premier – oggi apparso particolarmente in forma (o meglio, “in good spirit”) – abbia dedicato una parte del suo tempo libero, ora che non è più al governo, a dei corsi intensivi della lingua di Oxford, seguiti con evidente profitto. Galvanizzato dal successo della propria prova linguistica, quando i giornalisti gli hanno fatto le domande in italiano, dopo aver risposto in italiano ha persino riassunto le proprie risposte in inglese per i corrispondenti esteri (c’erano britannici, americani francesi e spagnoli); i quali alla fine lo hanno accontentato, rivolgendogli delle domande in inglese. Anche qui, le sue riposte, in inglese, non hanno deluso. E alla fine, Renzi ha tirato fuori l’ultima carta a sorpresa, affrontando nella lingua di Molière il tema delle presidenziali francesi.
(Da notizie.tiscali.it, 28/4/2017).

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