Le ipocrisie del dossier spionaggio nell’Europa delle intercettazioni

Posted on in Europa e oltre 9 vedi

A Londra è arrivata una lettera dai toni molto fermi. E` stata la ministra della Giustizia tedesca Sabine Leutheusser-Sclmarrenberger a scriverla. Destinatari, il collega britannico Chris Grayling e
la responsabile degli Interni, Theresa May. Il governo di Berlino vuole avere chiarimenti precisi sul programma Tempora, con cui i servizi segreti di Sua Maestà avrebbero spiato una quantità enorme di dati internet e telefonici provenienti dalla Germania, immagazzinando numeri, indirizzi, orari.
Una lista di domande per le quali vengono sollecitate rapide risposte.
In un Paese dove, prima della caduta del Muro, venivano aperte centomila lettere al giorno dalla Stasi, la sensibilità per il rispetto della libertà personale è molto elevata. I politici sono preoccupati, gli editorialisti sono sul piede di guerra. Rovesciando l`assunto secondo cui i controlli sono indispensabili per proteggere la popolazione dalle minacce, Jakob Augstein scrive su Der Spiegel che con Tempora «è in gioco la sicurezza nazionale tedesca» e che il governo deve difendere i cittadini dalla «stretta delle potenze straniere». Un lettore, in un commento, gli ricorda il pericolo di un settembre a Berlino.
Non manca in tutta questa vicenda una certa dose di ipocrisia. In primo luogo in Gran Bretagna, che non vuole ammettere, come ha sottolineato Leutheusser-Schnarrenberger, di essere «uno Stato membro, per cui valgono gli standard di protezione dei dati dell`Ue». Ma anche a Berlino, dove
secondo alcuni esperti, come Erich Schmidt-Eeenboom, non si poteva non sapere cosa stava accadendo. E i servizi segreti tedeschi, da parte loro, hanno stanziato somme ingenti per nuove attività di sorveglianza informatica.
Molti, intanto, chiamano in causa la povera Europa, depotenziata dagli egoismi nazionali e amputata dagli opting-out. Non solo la ministra tedesca, che chiede una attenta discussione del dossier spionaggio nel prossimo vertice dei responsabili della Giustizia. Altre voci, come quella del settimanale di Amburgo, propongono che le istituzioni europee prendano il controllo delle infrastrutture della comunicazione dei dati e ne assicurino la protezione. Un sogno interessante.

(di Paolo Lepri, da Corriere della sera, 26 giugno 2013)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.