Le interrogazioni Pannella-Bonino presentate

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INTERROGAZIONE SCRITTA E-2915/05
di Marco Pannella (ALDE) e Emma Bonino (ALDE) alla Commissione
 
Oggetto: Equità ed efficacia delle politiche linguistiche, stato del multilinguismo nei sistemi educativi e vitalità delle lingue in Europa
 
Premesso che, secondo il Rapporto del Prof. Grin – Direttore dello SRED di Ginevra, commissionato in Francia dall’HCEE, il Regno Unito guadagna fino a 18 miliardi di € netti l’anno grazie al predominio della lingua inglese, mentre l’insegnamento dell’esperanto consentirebbe a tutta l’Europa un’economia netta di circa 25 miliardi l’anno.
 
Visto che tali dati sono coerenti con quanto già enunciato in altri importanti documenti, come il Rapporto Dell’Alba, alla Commissione Istituzionale del PE nel 2003, il libro progetto “I costi della non comunicazione linguistica in Europa”, pubblicato nel 1996, col contributo della Commissione, e la “Circolare n°21-22 del 25.5.1995 del Ministero italiano per l’Istruzione”,
 
– potrebbe la Commissione fornire statistiche dettagliate su quante e quali siano le lingue insegnate nei paesi membri, nella scuola dell’obbligo, come prima, seconda e terza lingua, all’Università, nella formazione professionale ed in quella degli adulti; e, per ciascuna, indicare la percentuale degli studenti sul totale? Potrebbe essa altresì fornire la percentuale delle pubblicazioni scientifiche e degli interventi ai principali Congressi internazionali nelle varie lingue europee? In mancanza di tali statistiche, conviene la Commissione sulla necessità di predisporle senza indugio?
 
– è la Commissione a conoscenza che secondo l’”Atlante UNESCO delle Lingue a Rischio di Estinzione”, recentemente pubblicato in italiano, circa il 60% delle lingue europee potrebbero presto scomparire? Potrebbe essa fornire cifre precise su quanti e quali siano le lingue a rischio nell’UE e su quale sia, per ciascuna, l’attuale grado di depauperamento, ovvero non ritiene essa doveroso monitorare lo stato di salute delle lingue e politiche linguistiche nell’UE, per esempio, con l’istituzione di un “Osservatorio sulle politiche linguistiche”, così come proposto dal Piano d’Azione della Conferenza UNESCO di Stoccolma e dalla Risoluzione sul Multilinguismo nel Ciberspazio, adottata dall’UNESCO nel 2003?
 
– non reputa la Commissione urgentissimo organizzare una “Conferenza Europea sulle lingue”ove discutere del futuro delle lingue e quindi dei popoli europei?
 
575654.IT PE 362.171

INTERROGAZIONE SCRITTA E-2914/05
di Marco Pannella (ALDE) e Emma Bonino (ALDE) alla Commissione
 
Oggetto: Equità ed efficacia delle politiche linguistiche e stato del multilinguismo nei sistemi educativi europei
 
Premesso che, secondo il Rapporto del Prof. Grin – Direttore dello SRED di Ginevra, commissionato in Francia dall’HCEE, il Regno Unito guadagna fino a 18 miliardi di € netti l’anno grazie al predominio della lingua inglese, mentre l’insegnamento dell’esperanto consentirebbe a tutta l’Europa un’economia netta di circa 25 miliardi l’anno;
 
visto che tali dati sono coerenti con quanto già enunciato in altri importanti documenti, come il Rapporto Dell’Alba, alla commissione istituzionale del PE nel 2003, il libro progetto “I costi della non comunicazione linguistica in Europa”, pubblicato nel 1996, col contributo della Commissione, e la “Circolare n°21-22 del 25.5.1995 del Ministero italiano per l’Istruzione”;
 
– è la Commissione a conoscenza dei documenti suddetti e dei loro contenuti in materia di efficienza ed equità delle politiche linguistiche e, in caso affermativo, cosa ne pensa di quanto affermato in tali documenti? Se non ne fosse a conoscenza, è disposta a prenderne visione, valutarli e dare una sua opinione in materia?
 
– come valuta essa il fatto che – secondo Eurobarometro 54 del febbraio 2001 [cfr. EB55.1, Spring 2001] – in Europa i popoli che studiano e conoscono di meno le lingue straniere sono proprio quelli dei paesi (Regno Unito e Irlanda) dove si parla la lingua più appresa da tutti gli altri popoli europei?
 
– come valuta essa altresì il fatto che proprio l’inglese è stato reso obbligatorio per legge in Italia sin dalla prima elementare, nel febbraio del 2004, e rischia di diventarlo presto in Francia con l’attuazione della Legge Fillion? L’identificazione in Italia per decreto (il n.59 del 2004) dell’inglese come unica possibile prima lingua straniera non entra in contraddizione con il Diritto comunitario in materia di insegnamento delle lingue, ed in particolare con la Risoluzione sulla diversità linguistica e l’apprendimento delle lingue del 14 febbraio 2002? Come intende la Commissione affrontare questi problemi?
 
575655.IT PE 362.170
 

 
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2916/05
di Marco Pannella (ALDE) e Emma Bonino (ALDE) alla Commissione
 
Oggetto: Insegnamento delle lingue in Italia – violazione della libera concorrenza
 
Premesso che nella Relazione sulla proposta di Legge 5714 in Commissione Cultura l’On. Licastro Scardino ha affermato: “l’introduzione dell’esperanto nell’ambito degli insegnamenti di lingue e letterature straniere nella scuola primaria comporterebbe una modifica della legge n. 53 del 2003 [che] ha previsto nella scuola primaria l’alfabetizzazione in almeno una delle lingue dell’Unione Europea ed introdotto nella scuola secondaria l’insegnamento di una seconda lingua comunitaria. Successivamente, il primo decreto attuativo ha individuato la lingua inglese come prima lingua comunitaria nella scuola primaria.” Pertanto, in Italia non è possibile, neanche per il Parlamento, prevedere l’introduzione di altra prima lingua straniera che non sia l’inglese, finché non cambia il Decreto n.59 del 2004.
 
Visto che secondo il Rapporto del Prof. Grin – Direttore dello SRED di Ginevra -, commissionato in Francia dall’HCEE il Regno Unito guadagna fino a 18 miliardi di € netti l’anno grazie alla lingua inglese.
 
Potrebbe la Commissione far sapere:
 
– se non ritenga che – dati i molti programmi dell’UE volti a facilitare lo studio delle lingue in loco e a sostenere finanziariamente la mobilità di studenti ed insegnati – l’”[identificazione in Italia per Decreto] dell’inglese come prima lingua” si configuri come una forma surrettizia di finanziamento pubblico alle economie di due o tre paesi membri ed in primis alle loro industrie del turismo?
 
– a quanto ammontano i finanziamenti erogati negli ultimi due anni dall’UE per garantire la mobilità, volta allo studio della lingua inglese, degli studenti ed insegnanti italiani; per progetti relativi all’apprendimento o insegnamento di ciascuna lingua Europea e, per ciascuna, quale percentuale del totale dei finanziamenti europei in materia tali fondi rappresentano?
 
– se non ritenga che – dato l’indotto del mercato delle lingue, che alimenta quello del turismo, dei media e dei multimedia, dell’editoria, specialmente scolastica, ecc… – il Decreto 59/2004 costituisca una turbativa del mercato? Cosa intende fare per richiamare l’Italia al rispetto delle regole di libera concorrenza?
 
575652.IT PE 362.172
[addsig]



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