Le confessioni di De Gregorio: io, Mastella e la Cia per far cadere Prodi

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Le confessioni di De Gregorio: io, Mastella e la Cia per far cadere Prodi
Nell’inchiesta sulla compravendita di senatori c’è anche questo episodio raccontato dall’ex parlamentare del Pdl: "Ma poi Clemente si tirò indietro"

di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO

Un vertice riservato in un albergo di lusso. Attorno allo stesso tavolo, il senatore Sergio De Gregorio, l’italo-americano Enzo De Chiara, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e un esponente dell’Ambasciata Usa indicato come agente di primo piano della Cia. Fu in quella occasione che gli americani avrebbero manifestato il disagio e la preoccupazione delle autorità statunitensi rispetto ad alcune scelte del governo Prodi. L’allora Guardasigilli, però, si sarebbe chiamato subito fuori da qualsiasi trama. L’episodio, che risale al 2007, è stato riferito ai magistrati napoletani da De Gregorio nell’inchiesta sulla cosiddetta "Operazione libertà" – 3 milioni di euro versati al senatore per il passaggio tra le fila del centrodestra – che vede indagato per corruzione anche l’ex premier Silvio Berlusconi.

Il contenuto del verbale emerge ora dagli allegati alla richiesta di autorizzazione a procedere alla perquisizione di una cassetta di sicurezza ritenuta riconducibile all’ex premier che è stata trasmessa alla Camera e al Senato una settimana fa. Mastella, interpellato da Repubblica, conferma l’incontro ma spiega: "Rimasi meno di cinque minuti. Ero andato a quell’appuntamento solo per tentare ancora una volta di convincere De Gregorio (eletto nel 2006 con l’Idv e poi passato con il centrodestra berlusconiano ndr) a tornare con il nostro schieramento. Non sapevo che ci fosse quel personaggio dell’ambasciata, che non conoscevo. Sapevo invece chi era De Chiara, dai tempi della Dc. Se si parlò del governo Prodi?

Ho rapporti intensi con gli americani, mia moglie è italo americana, se avessero dovuto parlarmi di argomenti delicati, non lo avrebbero fatto certo in quella sede".

Il capitolo delle presunte pressioni degli Usa esercitate attraverso De Gregorio contro il governo di centrosinistra costituisce uno dei temi ancora inesplorati della complessa indagine dei pm Francesco Curcio, Alessandro Milita, Vincenzo Piscitelli, Fabrizio Vanorio e Henry John Woodcock coordinati dai procuratori aggiunti Federico Cafiero de Raho e Francesco Greco.
Ma perché agli americani non piaceva Prodi? "Vi erano preoccupazioni forti da parte degli americani sulle questioni di sicurezza e difesa, in ordine alle opposizioni che venivano dall’ala più radicale del governo Prodi", ha già spiegato a Repubblica, De Gregorio. I motivi delle riserve? "In particolare c’era preoccupazione sul rafforzamento della base Nato di Vicenza e sulla installazione radar di Niscemi, che provocavano forti resistenze della componente estremista. Io come uomo della mediazione avevo anche proposto agli advisor americani di investire sulla comunicazione e far cadere i motivi di quell’ostruzionismo".

Repubblica, Napoli, 7-03-2013

http://napoli.repubblica.it/cronaca/201 … -54027960/




2 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2013/03/07/jpg_2202044.jpg" alt="" /><strong>Il senatore transfuga. L'ambasciatore Usa. E il capo dell'Intelligence Usa a Roma. Al lavoro per far cadere il governo Prodi. Che non piaceva agli Stati Uniti. «Su proposta di Berlusconi», confessa ai magistrati di Napoli «offrii a Mastella la presidenza del Consiglio di un esecutivo transitorio appena avesse staccato la spina al centrosinistra</strong><br />
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Ecco alcune delle clamorose verità che emergono dagli interrogatori del senatore del Pdl indagato dalla magistratura di Napoli insieme a Silvio Berlusconi e Walter Lavitola per la compravendita di parlamentari che nel 2008 portò alla caduta del governo di centro sinistra. Berlusconi è sotto indagine per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in particolare per l'erogazione di circa tre milioni di euro allo stesso De Gregorio per sancire il suo passaggio al Pdl nel 2006.<br />
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Su disposizione della Procura di Napoli è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza una cassetta di sicurezza nella disponibilità dello stesso Berlusconi. Per procedere alla perquisizione di questa cassetta e analizzare alcuni tabulati telefonici i magistrati hanno inviato al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere alla quale risulta allegato l'interrogatorio di De Gregorio del 28 dicembre 2012 di cui "L'Espresso" qui riferisce . De Gregorio racconta ai pm come nell'estate 2007, nel corso di un pranzo da lui organizzato all'Hotel Ambasciatori di Roma, presente Enzo De Chiara, uomo legatissimo ai servizi americani, «il capo della Cia all'ambasciata» Usa di Via Veneto Robert Gorelik disse all'allora ministro della giustizia Clemente Mastella «che l'amministrazione americana avrebbe avuto riconoscenza per chi avesse messo fine» all'esperienza del governo Prodi.<br />
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<strong>Ecco alcuni passi dell'interrogatorio di De Gregorio.</strong><br />
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PM1: Ma De Chiara era anche "trait d'union" tra Spogli e Berlusconi?<br />
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De Gregorio: No, allora, De Chiara non era "trait d'union" tra Spogli e Berlusconi, De Chiara coltivava una straordinaria amicizia personale col capo delle Forze Armate americane del sud Europa, con quello che nel 2006 comandava le Forze Armate alleate del sud Europa, qui alla base Nato di Bagnoli, e poi con i suoi successori; non credo per fatto concreti, ma semplicemente per tipo di relazione, non so da dove derivasse, l'ambasciatore Spogli lo teneva in grandissima considerazione, e qualcuno, qualche volta sono andato dall'ambasciatore Spogli in compagnia del De Chiara, qualche altra volta ci sono andato da solo, il 4 febbraio 2008, l'ambasciatore Spogli venne a casa mia e c'era stato precedentemente un'altra volta per, no, sì, sì, 4 febbraio 2008, c'era stato precedentemente un'altra volta per venirmi a sollecitare una posizione concreta nei confronti del governo Prodi, cioè una soluzione al problema di Vicenza; io gli dissi che ero troppo piccolo per lavorare sulle questioni... Questo è l'albo d'onore del, del, di Biagio Mazzella che cucinava a casa mia, lui lo ha in originale... Ed ero troppo piccolo per poter determinare tutta questa, tutto questo cambiamento, ma che ne avrei parlato col presidente Berlusconi. E allora viene fuori una cosa, che nel 2007, quando Clemente Mastella si attribuì, nel 2006 già si era attribuito questo rapporto con me su incarico del presidente Prodi, lui mi chiamava spesso a casa sua a Lungo Tevere, in un attico a Lungo Tevere per dirmi: guarda che non c'è nessuna alternativa al governo Prodi; io invece dicevo: guarda, Cleme', che l'alternativa ci sta, perché io ho parlato con Berlusconi che dice che puoi entrare nel suo governo, nonostante abbiate litigato. La prima volta che parlai a Mastella di Berlusconi, a Berlusconi di Mastella, lui mi disse: sì, ma io non gli parlo al telefono perché ho litigato; c'erano stati degli screzi ferali tra i due, non si parlavano più al telefono nemmeno di persona; io dissi: Preside', secondo te ora ci possiamo mettere a vedere con chi parli e con chi non parli, e, e, se Mastella è utile per dismettere la vicenda, la, la, per staccare la spina del governo Prodi, usalo! Posso dirgli che se lui è disponibile ad ascoltarti, tu gli fai una telefonata? Dice: sì, se tu pensi che ci sia un'utilità, vai avanti. E, e, e che cosa accadde? Accadde che io andai due volte al Ministero nell'anno 2007 e, su proposta di Berlusconi, offrii a Mastella non solo la presidenza del Consiglio di un governo transitorio, nel momento in cui avesse spento, staccato la spina a Prodi per farlo tornare a casa, ammesso che ci fosse stato un governo di transizione per arrivare alle elezioni, Berlusconi era d'accordo su questo aspetto...

E.R.A.
E.R.A.

<img src="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20130307_degregorio.jpg" alt="" />ROMA - Un pranzo organizzato da Sergio De Gregorio con il capocentro della Cia a Roma, per parlare di come far cadere il governo Prodi. Presente l’allora ministro della giustizia Clemente Mastella, che mesi dopo abbandonerà il governo di centrosinistra dichiarando di essere vittima di accanimento giudiziario.<br />
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Stando al racconto dell’ex senatore idv che ha ammesso di aver ricevuto 3 milioni di euro per far cadere il governo, sarebbe stato in quella occasione, nell’estate 2007, che il capocentro della Cia avrebbe espresso chiaramente al ministro della giustizia che l’amministrazione americana avrebbe gradito che l’«esperienza» del governo Prodi terminasse. <br />
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IL PRANZO CON GORELICK<br />
Che Sergio De Gregorio avesse parlato delle pressioni da parte dell’amministrazione era un fatto noto. Nella richiesta di custodia cautelare che lo riguarda, resa nota nei giorni scorsi, diceva esplicitamente che quando l’estate scorsa incontrò il senatore Marcello Dell’Utri gli raccontò «dell’intervento con gli americani per mandare a casa Prodi». <br />
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Ora che gli atti allegati alla richiesta sono stati messi a disposizione dei membri delle vecchie giunte di Camera e Senato, però, quel verbale omissato comincia a circolare. E il racconto fatto ai pm di Napoli che lo accusano di corruzione in concorso con Silvio Berlusconi è molto preciso: «Nell’estate del 2007 organizzammo un pranzo tra me, De Chiara, Mastella e Gorelick (Robert, capocentro della Cia a Roma dal 2003 al 2007 ndr) - spiega - Gorelick disse chiaramente a Mastella che l’amministrazione americana avrebbe mostrato riconoscenza a chi avesse messo fine ad un’esperienza del genere», sottinteso, ma il passaggio è esplicito, il governo Prodi.<br />
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Davanti a quelle richieste, Mastella avrebbe detto di non essere interessato per poi lasciare la tavola. Ma è un fatto che alcuni mesi dopo a gennaio del 2008 annuncerà le sue dimissioni dalla carica, motivate dalla "mancata solidarietà politica" da parte del centro-sinistra rispetto alla vicenda che lo vedeva indagato portando così alla fine del governo Prodi.<br />
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LA RISPOSTA DI MASTELLA<br />
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Il racconto di De Gregorio, tira fuori dagli archivi un nome dimenticato: Enzo De Chiara italoamericano nato ad Aversa, rappresentante in Italia del partito repubblicano, che negli anni novanta vantava un’amicizia personale con Bill Clinton. L’inchiesta della procura di Aosta che lo tirava in bsllo, chiamata Phoney money, ipotizzava l’esistenza di una "nuova P2" che avrebbe riunito boiardi di Stato, alti gradi di polizia e Guardia di Finanza, faccendieri, uomini della Cia, con la copertura di ambienti della massoneria. De Chiara, definito allora «amico dell’amministrazione americana» ne avrebbe fatto parte anche come rappresentante in Usa dell’allora società telefonica Stet.<br />
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Interpellato, Mastella dice di ricordare quel pranzo: «Era una colazione, rimasi solo pochi minuti. Non avevo capito che l’americano presente fosse il capocentro Cia ma in ogni caso gli dissi di essere soddisfatto del mio incarico al governo». E aggiunge: «Mi stupì il rapporto tra De Gregorio e gli altri presenti». «Questa dichiarazione è una cosa enorme», commenta il deputato radicale Maurizio Turco che tra pochi giorni lascerà l’incarico: «Credo ancor più interessante dal punto di vista della sicurezza dello stato di qualsiasi altra affermazione del senatore De Gregorio».<br />
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Il Messaggero, 7-03-2013<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/de_gregorio_pranzo_cia_mastella_prodi/notizie/256493.shtml">http://www.ilmessaggero.it/primopiano/c ... 6493.shtml</a><!-- m -->

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