LE COLPE DELL`AMERICA AL CERMIS VERITÀ CONTRO RAGION DI STATO‏

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La pubblicazione del rapporto conclusivo sulla tragedia del Cermis al capo di stato maggiore americano Peter Pace, rimasto sinora segreto, riapre una ferita dolorosa per l`Italia e riaccende le polemiche sulla condotta del Pentagono.
Redatto il 1o marzo del 1998, un mese e una settimana dopo l`uccisione dei 20 passeggeri della funivia di Cavalese da parte dell`aereo Easy 01 di stanza ad Aviano, il rapporto dice che a causare la tragedia fu l`equipaggio americano, che volando a velocità eccessiva e a quota troppo bassa tagliò il cavo. Perciò chiede «appropriati provvedimenti disciplinari e amministrativi» sia nei confronti dell`equipaggio sia in quelli dei comandanti dello stormo. Il Pentagono, conclude il rapporto pubblicato dalla Stampa, deve pagare i danni.
È lo scenario opposto a quello tracciato dal Pentagono, che tentò di smontare l`aereo danneggiato nello scontro per nascondere le colpe dei suoi militari, riportò immediatamente i piloti in patria, respinse la richiesta italiana di rinunciare alla giurisdizione su di essi e, nel 1999, li assolse alla Corte marziale. Soltanto l`indignazione dell`Europa indusseil Pentagono a degradare e cacciare il capitano e il navigatore di Easy 01 pochi mesi dopo e a fornire, in base ai trattati Nato, il 75 per cento del risarcimento alle vittime stabilito dall`Italia.
Condotta in linea con quella tenuta nel 2005 sull`uccisione dell`agente segreto, italiano Nicola Calipari a Bagdad per mano dei soldati americani.
Di questa condotta non è responsabile solo il Pentagono, che nasconde persino le morti per «fuoco amico» dei propri soldati, come fece nel caso del campione di football americano Pat Tillman in Afghanistan provocando uno scandalo. E anche del governo e del Congresso, che disconoscono a esempio il Tribunale internazionale dell`Aia, svolgono operazioni segrete negli altri Paesi, anche alleati, in violazione della loro sovranità, e in modi diversi si pongono al di sopra del diritto internazionale e dei trattati firmati, in nome della sicurezza nazionale e della ragion di Stato.
Sarebbe una sorta di giustizia postuma per le 20 vittime del Cermis se la pubblicazione del rapporto inducesse Washington ad accettare il principio che ovunque e comunque la legge è eguale per tutti.
Ennio Caretto

Corriere della Sera, pag. 40




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