Lavoro, cresce la pressione dall’UE

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BERNA – Il numero degli immigrati in Svizzera ha subito un lieve calo lo scorso anno, passando da quota 75'000 nel 2011 a 73'000 nel 2012. Lo indicano i dati pubblicati venerdì dall'Ufficio federale della migrazione (UFM). Malgrado ciò, continua a crescere il numero degli europei che cercano lavoro nella Confederazione, tanto che il Consiglio federale potrebbe essere chiamato a reintrodurre la clausola di salvaguardia per tutti gli Stati membri dell'UE.
In base alle statistiche dell'UFM, evidenziate oggi dalla «NZZ am Sonntag», il 12% circa dei nuovi arrivati nel 2012 era originario di Stati dell'Europa dell'est: 6500 persone provenivano da nazioni che fanno parte dell'UE-8 (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Lituania, Lettonia ed Estonia) e circa 2500 da Romania e Bulgaria. Il restante 62% da altri Stati dell'UE, mentre il 26% da paesi ad essa esterni.
Lo scorso anno sono stati concessi 55'430 permessi di soggiorno di tipo B a cittadini provenienti dall'UE-17 (il 4,6% in più rispetto al 2011). Quelli per dimoranti temporanei (tipo L) hanno invece raggiunto quota 54'185, ossia il 5,7% in più rispetto all'anno prima.
La reintroduzione – lo scorso maggio – del contingentamento per coloro che provengono da Stati dell'UE-8, relativo unicamente ai permessi B, ha avuto quale effetto uno spostamento delle richieste sui permessi L.

Da: http://www.cdt.ch 03/02/2013




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