LAUREA RUSSO-STATUNITENSE COSI’ SI FORMA LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE

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Laurea russo-statunitense Così si forma la nuova classe dirigente GIANALFONSO D`AVOSSA, LIBERO 24 GIUGNO 2009 «Ci siamo nei giorni scorsi riuniti in un`antica città – Lecce – del sud dell`Italia quali ministri dell`Economia e delle Finanze dei Paesi del G8, per dare a livello globale una risposta adeguata alla gravità delle situazione economica mondiale, purtroppo senza trovarla. Abbiamo, non sembri demagogico affermarlo, bisogno anche del vostro aiuto, giovani nuovi laureati dell`Università di San Pietroburgo di questa facoltà di Arti Liberali e Scienze che è lo “Smolny College”. Essa rappresenta un concreto esempio di collaborazione russoeuro-americana, nella formazione della nuova classe dirigente qui da noi in Russia. E il vostro futuro sarà il nostro futuro». Con queste parole che possono apparire scontate ma che invece hanno colpito nel segno, il vice primo ministro e ministro delle Finanze della Federazione Russa, Alexei Kudrin, da tempo l`esponente di maggior spessore nella compagine governativa del premier Putin già all`epoca cioè della sua presidenza, si è rivolto agli studenti nella cerimonia di consegna del doppio diploma di laurea, russo e statunitense. I giovani russi sanno di rappresentare la risorsa principale del Paese e assecondano con trasporto le iniziative assunte a livello politico per meglio valorizzare il loro ingresso nella vita quotidiana del Paese. Il famoso direttore d`orchestra Valery Gergiev, oratore principale della cerimonia, non ha esitato a lasciare il suo teatro dove era impegnato nell`esecuzione di un ricco e innovativo programma musicale che ogni anno di questi tempi caratterizza le “notti bianche” di San Pietroburgo, per ulteriormente galvanizzare con la sua carismatica e molto popolare personalità, gli studenti dell`Università di Stato di San Pietroburgo, la più antica del Paese risalente al 1724. Il tutto in una giornata dedicata interamente ai giovani, proprio nell`antica capitale voluta da Pietro il Grande e siglata dal direttore del Regio di Torino, il milanese Gianandrea Noseda, che ha ricosso un personale successo dirigendo, con l`orchestra e il coro del Mariinsky, una travolgente e rigorosissima “Nona” Sinfonia di Beethoven. Sono cinque anni che è stata ripristinata l`antica tradizione, nata proprio a San Pietroburgo, di festeggiare in occasione del solstizio d`estate, la fine dell`attività scolastica annuale. Malgrado. i violenti temporali succedutisi più volte nella stessa giornata di sabato 20 giugno, nella enorme piazza antistante l`antico Stato Maggiore zarista e l`ingresso al Palazzo d`Inverno sede adesso dell`Hermitage, è stato tutto un susseguirsi fino alla prima mattina del giorno dopo di concerti, spettacoli, animazioni. Con una varietà di fuochi d`artificio pirotecnici poche volte così ricchi e prolungati, sviluppati su un fronte allungato fin sotto l`antica Scuola di Artiglieria, alle spalle della fortezza di Pietro e Paolo, costruita dal grande architetto italo-svizzero Domenico Trezzini. Se ha risvegliato in me l`antica passione artiglieristica, legata alle prime, proprio estive ma ormai lontane scuole di tiro a fuoco, l`esaltazione di queste “vele rosse di fuoco” di una roman tica caravella che solcherebbe per l`inizio dell`estate le fredde acque baltiche, ha richiamato una folla enorme che si è accalcata lungo le due rive della Nieva. Felici i giovani che così hanno festeggiato, giustamente rumoreggiando, l`agognata fine della scuola, riscaldati da una molteplicità di nuovi rapporti sentimentali. Distesi e più sereni tutti gli altri i quali, dopo il lungo inverno e l`ancora fredda estate, nella luce straordinaria della città e nei suoi colori continuamente mutevoli hanno cercato di dimenticare le difficoltà del momento per godersi un attimo di meritata spensieratezza. Subito offuscata dalle notizie che giungevano da Mosca dove il leader di una piccola repubblica caucasica – l`Inguscezia – è stato ferito e la sua scorta annientata a ricordare che il male antico del terrorismo cova sempre sotto le ceneri. Nelle sue opposte realtà questa è la Russia di oggi: importante è capirle nella costruzione di un sempre più comune futuro.

Questo messaggio è stato modificato da: annarita, 23 Giu 2009 – 23:48 [addsig]




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